– Editoriale –
Bilancio della campagna elettorale di ASSOTIR
Roma, 23 settembre 2022
Si è conclusa il 22 u.s la “nostra” campagna elettorale, cioè il confronto con i partiti e con i loro candidati alle elezioni del 25 settembre. Abbiamo incontrato i rappresentanti di tutte le forze politiche (sul ns sito c’è una rassegna dettagliata degli eventi), con i quali ci siamo confrontati sulle nostre quattro proposte (disciplina della sub-vezione, costi minimi obbligatori, certezza sui tempi di pagamento, pagamento delle soste al carico/scarico delle merci), sul loro significato di profonda riforma dell’autotrasporto italiano, in grado di invertire il declino su cui è da anni avviato, al di là delle singole emergenze.
Tra le nostre varie iniziative non posso non segnalare l’incontro di Santa Croce sull’Arno (il 10 settembre), al quale i candidati di quasi tutti i raggruppamenti hanno partecipato, in un confronto civile, per discutere di autotrasporto con i trasportatori (credo si sia trattato di un evento raro, se non unico in Italia, in questa campagna elettorale).
C’è stato un apprezzamento generale – pur con la prudenza del caso – da parte dei nostri interlocutori sull’esigenza da noi posta di un cambio di marcia: i trasportatori non vogliono dallo Stato assistenzialismo, ma poche e chiare Regole per consentire, a chi vuole fare l’imprenditore nell’autotrasporto, di operare in un contesto di “sana” competizione, cioè dentro i limiti della sicurezza e della legalità.
Un punto su tutti ha riscontrato un consenso particolarmente ampio e trasversale: la necessità di mettere un freno al dilagare dell’intermediazione nel nostro settore, vera e propria zavorra che frena e penalizza chi vuole investire in questo mestiere. L’occasione storica, data dall’applicazione del Regolamento UE 1055/2020, che avrebbe dovuto avvenire già da febbraio scorso, non è stata colta; e, non per caso, ma per non toccare i poteri forti. Da qui occorre ripartire per dargli attuazione fin dall’inizio della nuova legislatura.
Abbiamo la sensazione che, sempre rimanendo con i piedi per terra, qualche paletto a favore della categoria sia stato piantato. Quanto sia solido, lo verificheremo a elezioni avvenute.
Ma già da adesso sappiamo che molto dipenderà anche da noi, dalla nostra capacità di richiamare la politica a confermare gli impegni presi. Si tratta di rimuovere rendite di posizione, di spostare miliardi di euro da chi il trasporto lo vende (spesso con la giacca del così detto “primo vettore”) a chi lo effettua realmente. Appunto, tutt’altro che una passeggiata. Ma questo è quello che serve.
Dover constatare, purtroppo, il silenzio tombale del mondo associativo su quella che per i veri trasportatori è la priorità, ovviamente, preoccupa, ma offre anche un elemento di chiarezza sul conflitto di interessi che esiste all’interno della nostra categoria e delle sue rappresentanze.
Buon voto a tutti!
Claudio Donati
