– Editoriale –
Chiù Pilu pì tutti?
Roma, 12 settembre 2022
Il titolo è una celebre battuta del comico Antonio Albanese, che fa promettere al proprio personaggio, l’onorevole Cetto La Qualunque, sceso in politica in cerca di voti, l’improponibile. La satira ha il dono di sintetizzare in poche parole concetti assai più complessi. Ma certamente, non si sfugge alla constatazione di una quasi totale convergenza di giudizio sulla modestia di questa campagna elettorale.
Con varie sfumature, viene un po’ da tutti evidenziata la lontananza della politica dalla drammatica realtà del paese, che è fatta di emergenze e di mancanza di prospettive.
Se, e fino a che punto, sarà così, probabilmente lo capiremo dal livello delle astensioni. Quel che è certo è che non si scorgono fattori in grado di innescare, non dico l’entusiasmo, ma nemmeno uno stimolo serio alla corsa a quello che rimane, in democrazia, lo strumento principe in mano al cittadino: il voto. In questo senso, la credibilità dei partiti è in forte rischio, l’ambito del consenso si va ulteriormente restringendo, per loro dirette responsabilità.
Non soddisfatti dell’autogol realizzato con la caduta del governo Draghi, a cui adesso viene chiesto di fare “il lavoro sporco” (cioè, aumentare l’indebitamento), per evitare che lo faccia il governo che verrà, continuano a mandare segnali lunari. Stiamo assistendo, più che a proposte, a vere e proprie “sparate”. Quasi un repertorio comico: flat-tax per tutti, pensioni più alte, reddito di cittadinanza a oltranza, più soldi per la sanità, più soldi per la scuola, soldi per le infrastrutture, ecobonus a go-go, allarmi strampalati per presunti rischi della tenuta democratica del paese, PNNR da rivedere, e via discorrendo.
Fin qui la politica. Poi ci sono le associazioni (quelle dell’autotrasporto, nel nostro caso) con le loro iniziative.
Stavolta proposte o manifesti non sono mancati. Assotir si è mossa per prima, con un documento inviato ai partiti politici il 28 luglio, contenente le nostre quattro proposte presentate a Roma nel Convegno del 7 luglio.
Colpisce come in alcuni di questi documenti sia ricomparso il tema delle Regole, con la riscoperta – in particolare – dei costi minimi OBBLIGATORI.
Ci abbiamo messo un po’ per riprenderci dalla sorpresa, perché i costi minimi obbligatori sono la NOSTRA proposta da sempre, puntualmente accantonata sia da UNATRAS che dagli altri. Adesso, all’improvviso, è diventata la proposta di tutti (al riguardo, suggerisco a chi fosse interessato l’articolo della rivista “Uomini e Trasporti” di maggio 2022, alle pagine 6 e 7, dove si leggono, nero su bianco, le proposte delle principali associazioni dell’autotrasporto sulle Regole da dare al settore. Lì risulta che, neppure tre mesi fa, l’unica associazione a richiedere i costi minimi OBBLIGATORI era Assotir. Controllare per credere – l’articolo in questione lo trovate in allegato-).
Ciò detto, noi siamo lieti che altri sostengano una proposta che, più che di Assotir, consideriamo di gran parte dei trasportatori. Ma non c’è dubbio che certe folgorazioni improvvise fanno più che altro l’effetto della spassosa promessa elettorale del comico Cetto La Qualunque: “chiù pilu pì tutti”.
Un’altra chicca nei vari programmi associativi deve essere considerata la rigorosa omissione della disciplina della subvezione (o subappalto) da parte di tutti; persino dagli artigiani, che più di altri ne fanno le spese. Il fenomeno – l’abuso dell’intermediazione – che è all’origine di tutte le distorsioni del mercato del trasporto, da cui deriva la sotto-tariffazione e il conseguente sfruttamento dei trasportatori (nonostante vi sia un obbligo europeo da adempiere) viene tranquillamente silenziato da chi dovrebbe tutelare proprio i trasportatori.
Per Noi, al contrario, la disciplina della subvezione, ai sensi del Regolamento UE 1055/2020, sta al primo punto delle proposte che abbiamo avanzato ai partiti, e consideriamo scandaloso che, a fronte del fatto che lo Stato italiano risulti sul tema inadempiente, da febbraio 2022, nessuno abbia mosso un dito.
Infine, viene chiesta, da UNATRAS, una revisione delle norme sulla rappresentanza del settore. Anche qui, siamo di fronte a capriole da capogiro. Perché è stata proprio UNATRAS, insieme ad altri, a volere, meno di un anno fa, la riforma della rappresentanza attualmente in vigore, che – come abbiamo a suo tempo detto – è uno scandaloso attacco all’autonomia dell’autotrasporto, in questo modo definitamente subappaltata alle Confederazioni. La buona notizia è che, come è evidente, la manovra non è passata liscia. E se oggi UNATRAS ci ha ripensato, ne siamo lieti ma, anche qui, se si vuole uscire dalle “sparate” elettorali, dovrebbe spiegare quando ha sbagliato, se prima o adesso.
Da ultimo, consentitemi un invito sentito a tutti ad andare a votare il prossimo 25 settembre. Nonostante tutto, la democrazia, per quanto imperfetta, rimane l’unico sistema per dare voce alle persone e, come si diceva all’inizio, il voto è un’occasione unica per dare potere a chi normalmente sta ai margini del politichese.
Claudio Donati

