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UNATRAS: contro il dumping sociale sì ai controlli, ma con il coinvolgimento delle Associazioni

UNATRAS: contro il dumping sociale sì ai controlli, ma con il coinvolgimento delle Associazioni

28 Gennaio 2016

UNATRAS, nella lettera ai Ministri, ricorda come proprio le Associazioni richiedano da tempo che si proceda al contrasto del cabotaggio abusivo e della somministrazione irregolare dei lavoratori per arginare la concorrenza sleale nel mercato dei servizi di autotrasporto.

Altri Paesi (la Francia, il Belgio, la Germania e, da ultimo, l’Austria) hanno proceduto su questa strada e hanno introdotto nel proprio ordinamento misure diverse tra loro ma tutte con lo scopo di combattere il dannoso fenomeno del dumping.

L’Italia, da questo punto di vista si è limitata ad approvare, con la Legge di stabilità 2016, un nuovo articolo – il 46 ter della legge 298/74 – che dovrebbe rendere possibile un migliore controllo del cabotaggio, anche se ancora mancano le procedure applicative dello stesso.

Né l’Italia ha ancora recepito la Direttiva 2014/67/UE, concernente l’applicazione della legislazione relativa al distacco dei lavoratori, nonostante si approssimi la data del 18 giugno 2016, indicata dall’art. 23 della stessa Direttiva come data ultima per il recepimento nei propri ordinamenti della Direttiva stessa da parte degli Stati membri.

Recepire la Direttiva, ricorda l’UNATRAAS è essenziale per meglio combattere – anche proprio nel settore dell’autotrasporto di merci i trattamenti diseguali tra lavoratori di diverse nazionalità che operino gomito a gomito nella stessa impresa e la concorrenza sleale operata sul salario e sui diritti sociali anche grazie a meccanismi opachi quali il distacco internazionale e la somministrazione intracomunitaria di manodopera.

Quanto al Protocollo d’intesa sottoscritto dai tre Ministeri, secondo quanto riferito dalla stampa, esso prevede che siano effettuati, a carico delle imprese di autotrasporto una serie di controlli mirati, da parte del personale delle diverse amministrazioni sopracitate, sia su strada che in azienda.

Obiettivo dei controlli sarebbe quello di;

  • specializzare ed ottimizzare i controlli presso le imprese,
  • ampliare la natura delle verifiche, nel rispetto delle reciproche competenze, estendendole al rapporto di lavoro del conducente,
  • avviare le verifiche, anche presso le sedi delle imprese, sulla regolarità dei contratti di somministrazione del lavoro,
  • semplificare e dare maggiore efficacia al procedimento amministrativo ed al successivo momento sanzionatorio ed esecutivo di competenza del Ministero del Lavoro.

Tutto ciò dovrebbe essere realizzato attraverso un percorso sperimentale, della durata di tre mesi, nel quale le attività di controllo con la partecipazione degli Ispettorati del Lavoro si svolgerebbe nelle sole Regioni Veneto, Emilia Romagna e Puglia.

UNATRAS ricorda ai Ministri come, nel Verbale d’intesa siglato a novembre 2015 tra Governo ed Associazioni dell’autotrasporto, sia chiaramente indicato come si sarebbe dovuto successivamente definire un Protocollo d’intesa fra le Associazioni stesse ed i Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Lavoro e dell’interno, per l’avvio di controlli integrati nel modo dell’autotrasporto.

La scelta che, secondo quanto riportato dalla stampa, sembra l’Esecutivo abbia invece compiuto è quella di procedere autonomamente, senza alcun coinvolgimento delle rappresentanze istituzionali delle Imprese di autotrasporto e senza che esse abbiano quindi potuto esprimersi sui contenuti e sui metodi di effettuazione dei controlli stessi.

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