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T.I. ASSOTIR Sicilia scrive a Renzi e Delrio: senza interventi urgenti Gela muore e con essa l’autotrasporto
E’ su tutti i giornali di queste settimane la disperata situazione in cui si dibattono lavoratori, commercianti ed imprese in una Città, quella di Gela, in Sicilia, stretta nella crisi – che sembra irreversibile – del Petrolchimico (e, con esso, di una industrializzazione, debole sul piano internazionale, vorace nei confronti della città e dell sua urbanistica, con pesanti ricadute ambientalie senza collegamenti forti con il territorio ed i mercati che circondano lo stabilimento).
Ma Gela e gran parte della Sicilia meridionale soffrono anche per la crisi di un’agricoltura sempre più insidiata dalla concorrenza – talvolta persino favorita dalla UE – dei paesi del Maghreb che sono ormai protagonisti su mercati fondamentali, ad iniziare da quello dell’olio d’oliva.
In questo quadro di difficoltà estrema, a pagare forse più di altri sono le migliaia di operatori dell’autotrasporto – imprenditori, lavoratori e addetti dell’indotto – che sono rimasti in bilico tra un vecchio modello di trasporti, pressochè monocolturale e un nuovo modello – quello legato al risanamento ed alla riqualificazione am bientale – che non sembra voler decollare.
Così gli investimenti fatti non producono ritorni e al contrario i debiti contratti divengono così pesanti da portare allo strangolamento ed all’asfissia delle imprese.
Per questo TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR della Sicilia – e per essa il Vice Presidente Nazionale dell’Associazione, Giuseppe BULLA – hanno preso carta e penna ed hanno indirizzato due lettere – che alleghiamo – al Presidente del Consiglio Renzi ed al Ministro Delrio.
E’ necessario ed urgente un intervento dello Stato, si dice nelle lettere, perchè solo attraverso azioni mirate e soprattutto tempestive, si può risollevare le sorti di Gela, prima che si determinino, in un territorio già così particolare, ulteriori fratture nel rapporto tra cittadini ed istituzioni con il rischio che ciò può rappresentare per Gela, la Sicilia e l’Italia.







