News

RENTRI: proroga dei termini e novità tecniche per la geolocalizzazione dei veicoli che trasportano rifiuti speciali pericolosi
È stato pubblicato sulla piattaforma RENTRI il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) n.275 del 12 ottobre 2026, che definisce le indicazioni operative per il monitoraggio GPS dei veicoli che trasportano rifiuti speciali pericolosi e concede una finestra temporale più ampia alle imprese del settore per conformarsi alla normativa.
La novità di maggior rilievo contenuta nel decreto in oggetto riguarda il posticipo della data entro cui sarà obbligatorio condividere i tracciati dei percorsi con il sistema centrale. Se la precedente normativa fissava il termine di avvio al 13 febbraio 2027, le consultazioni svolte ad aprile 2026 con le associazioni di categoria hanno spinto il Ministero a far slittare la decorrenza al 13 settembre 2027. Questo rinvio di sette mesi estende quindi da 12 a 19 mesi il periodo transitorio a disposizione degli operatori.
L’Allegato 1 del decreto chiarisce i requisiti tecnologici richiesti ai sistemi di puntamento per assicurare l’accuratezza delle rilevazioni. Per quanto riguarda la tracciabilità dei mezzi, la procedura è stata agevolata sotto l’aspetto burocratico: non sarà più necessario collegare il dispositivo al numero di telaio, ma basterà la sola associazione con la targa del veicolo impiegato nella specifica spedizione.
Dal punto di vista pratico, il rilevamento satellitare deve coprire l’itinerario completo, prendendo il via dalla prima fase di carico del rifiuto pericoloso e terminando con lo scarico definitivo o il passaggio di consegne a un altro vettore. In presenza di trasporti cumulativi riferiti a più Formulari di Identificazione del Rifiuto (FIR), il tracciamento deve rimanere attivo dall’inizio del primo intervento fino all’ultima destinazione.
I sistemi di bordo dovranno inviare le coordinate geografiche a cadenza periodica, con un intervallo non superiore ai tre minuti tra due posizioni distinte. È prevista inoltre una tolleranza massima di due minuti per sincronizzare la posizione rilevata con le annotazioni effettuate sul FIR digitale.
Per quanto riguarda gli standard di posizione l’allegato 1 stabilisce che le coordinate devono basarsi sul sistema WGS84, corredate da orario UTC, indicando latitudine e longitudine con sei cifre decimali (con eventuale arrotondamento). La precisione richiesta deve garantire un margine di errore inferiore ai 10 metri. Eventuali zone d’ombra o assenze di segnale satellite saranno rilevabili dallo stacco temporale tra le misurazioni consecutive.
Le informazioni, inoltre, dovranno essere inviate al RENTRI in formato GPX 1.1, utilizzando interfacce di programmazione (API) con payload firmato oppure avvalendosi dei servizi web resi disponibili dal portale.
Infine le aziende saranno tenute a conservare tracciati e metadati per un periodo di tre anni, assicurandone l’immediata consultazione ed esportazione in caso di verifiche da parte delle autorità di controllo.





