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Aumenti dei pedaggi A24 e A25: per le Associazioni dell’autotrasporto è un ulteriore colpo alle imprese ed all’intera economia abruzzese

Aumenti dei pedaggi A24 e A25: per le Associazioni dell’autotrasporto è un ulteriore colpo alle imprese ed all’intera economia abruzzese

9 Febbraio 2016

Se è vero, come affermano dai vertici di Strada dei Parchi, che i pedaggi della A/24-A/25 non sono i più onerosi rispetto ad altre autostrade di montagna, è anche vero che nessuna autostrada influisce così tanto sull’economia regionale, trattandosi della via obbligata per il traffico dall’Abruzzo a Roma e tra il litorale adriatico e quello del Tirreno.

Infatti, affermano gli autotrasportatori, “Per la conformazione geografica e per i flussi di traffico che si sviluppano nella regione circa il 40% delle merci movimentate in Abruzzo si muove sulla direttrice Est-Ovest e viceversa.

Nella provincia dell’Aquila tutta la movimentazione delle merci da e per il territorio provinciale ricade sull’ infrastruttura autostradale. Inoltre, una buona parte del traffico merci extra regionale è diretto verso il Lazio e la Campania”.

Questo vuol dire che il continuo aumento dei pedaggi erode la redditività delle aziende abruzzesi in generale e quella delle imprese di autotrasporto su gomma in particolare.

Come hanno sottolineato Donati e Di Berardino tale situazione si somma alla perdurante situazione di crisi e di deindustrializzazione che ormai da molti anni colpisce le aree interne dell’Abruzzo aquilano e la Marsica in particolare”.

Le Associazioni, che si sono riservate di presentare alla Giunta Regionale un più complessivo documento in cui affrontare tutte le principali questioni che caratterizzano la crisi dell’autotrasporto abruzzese, hanno ieri lanciato anche una provocazione: “Invitiamo gli autotrasportatori abruzzesi a saltare il primo casello e ad entrare al successivo”.

Se un autocarro a tre assi, per compiere il tragitto da Pescara-Chieti a Roma Est, 185 chilometri, deve pagare 25 euro – dicono gli esponenti delle associazioni – saltasse il casello Pescara-Chieti ed entrasse a quello successivo, cioè Alanno-Scafa: il pedaggio scenderebbe a 23,60 euro, ripristinando di fatto le tariffe in vigore nel 2013. Si farebbero. È vero, dieci chilometri in più, ma il minor pedaggio li compenserebbe e di molto. Stesso discorso vale per il tragitto da Avezzano a Pescara-Chieti o da <Avezzano a Roma: entrando ai caselli successivi, Celano verso Pescara o Magliano verso Roma, si risparmiano quasi due euro”.

Se tutto il trasporto abruzzese unitariamente facesse una simile azione di protesta – hanno concluso Sillari, Galanti, Antonetti, Carota, Paolucci e Claudio Donati, – provocherebbe, di fatto, minori entrate al concessionario delle autostrade abruzzesi, costringendolo a sedersi intorno ad un tavolo e ragionare, sicuri di raggiungere una intesa”

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