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– Editoriale –

Un compleanno e due proposte

Un compleanno e due proposte

Roma, 28 Ottobre 2025

Che cosa rimane della splendida giornata del 9 ottobre scorso? A parte la bella sensazione di una grande festa, vera, genuina e condivisa, come forse meglio non avremmo potuto aspettarci, sul piano strettamente politico, abbiamo focalizzato, nel nostro Convegno tenuto al Parlamento, presso la Sala della Regina, la priorità – largamente condivisa dalla categoria – nel contrasto all’intermediazione nel trasporto, cresciuta a dismisura negli ultimi anni.

Abbiamo perciò, individuato e proposto due strumenti particolarmente utili allo scopo che, riteniamo, possano essere concretizzati – se sarà confermata la volontà politica che abbiamo registrato. Quanto ai tempi, l’arco temporale a disposizione è di circa 12- 15 mesi, più o meno entro la fine di questa legislatura.

In particolare, chiediamo (e non da oggi) l’introduzione, anche in Italia, del criterio di “proporzionalità” di addetti e automezzi rispetto al proprio fatturato, come requisito imprescindibile per chiunque voglia fare il mestiere di trasportatore, come stabilito dal Regolamento UE 1055/2020.

Il Parlamento con la legge di delegazione 2024, approvata lo scorso giugno, ha dato al Governo 18 mesi per provvedere. Occorre che quest’ultimo si muova da subito, ripartendo dal lavoro già concordato con il mondo associativo 2 anni fa, interrotto proprio a causa dell’intervenuta scadenza della delega.

L’altra proposta che abbiamo presentato è l’introduzione di uno strumento idoneo per tracciare la merce durante il suo percorso lungo la filiera, mediante una scheda di trasporto digitale.

Il paradosso che abbiamo di fronte è che la legge consente un solo livello di subvezione, vietando ogni forma di sub-subvezione, ma è assolutamente disapplicata. Per due motivi: il primo è che, essendo stato, a suo tempo, abolito l’obbligo della scheda di trasporto, è quasi impossibile, per chi deve fare i controlli su strada, individuare quale sia il livello di vezione o subvezione di quel trasporto; il secondo, ancora più clamoroso, è che, seppure si riuscisse ad accertare la violazione della norma sulla subvezione, non esiste una sanzione amministrativa applicabile.

La nostra proposta, che consiste nel reintrodurre l’obbligo della scheda di trasporto – digitalizzata -, risolve in maniera molto semplice il problema della difficoltà di accertamento della regolarità (o meno) del trasporto. Nello stesso tempo, in caso di accertata violazione della legge, si chiede l’applicazione di quanto già stabilito dall’art. 46 della legge 298/1974 (istitutiva dell’Albo degli Autotrasportatori) per l’esercizio di attività abusiva della professione, che prevede la sospensione o anche la revoca della autorizzazione, nei casi più gravi.

Cose semplici e chiare, come si può vedere, ma tutt’altro che destinate a un consenso plebiscitario. Anzi, visti i precedenti, non sono da escludere ulteriori tentativi di insabbiamento e, per dirla tutta, data la posta in gioco (4-5 miliardi di euro: questo vale, più o meno, l’intermediazione parassitaria nell’autotrasporto), mi stupirei del contrario.

Ciò nonostante, questi sono i nostri due principali obiettivi, che consideriamo assolutamente raggiungibili entro i prossimi 18 mesi. Sappiamo che non sarà facile ma, come in ogni partita, ce la metteremo tutta fino alla fine.

Forse, il modo migliore di festeggiare i 20 anni di Assotir.

Claudio Donati

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