– Editoriale –

In un mese abbiamo incontrato più di 500 imprese: cosa ci hanno detto

In un mese abbiamo incontrato più di 500 imprese: cosa ci hanno detto

Vorrei ringraziare, innanzi tutto, gli oltre cinquecento trasportatori che, in meno di un mese, hanno partecipato alle nostre iniziative, tenutesi in varie parti d’Italia (per l’esattezza: Taranto, Livorno, Terni, Colleferro, Matera, Roma, Salerno, Santa Croce sull’Arno e Narni), permettendoci di costituire altre due nuove Sedi provinciali (Taranto e Terni) e di alzare o, aprire, il confronto con le Regioni Lazio, Toscana e Puglia, oltre che con diversi Sindaci dei Comuni interessati (di tutti gli eventi abbiamo pubblicato i resoconti sul ns sito).

Tutto ciò – e non è un dettaglio – è avvenuto dal 12 marzo al 9 aprile. Come a dire, in mezzo alla tempesta del caro-gasolio, delle proteste sulle strade dei trasportatori, in mezzo alle contorsioni delle varie associazioni (che, comunque, hanno firmato – tutte lo stesso protocollo, che il giorno avanti avevano giudicato meritevole di un fermo nazionale). Senza dimenticare, nel frattempo, lo scoppio della guerra in Ucraina e, non ultimo, il fatto che non siamo per niente fuori dal covid.

Nonostante il programma delle iniziative non sia ancora concluso, possiamo iniziare a fare una valutazione sui risultati fin qui scaturiti dal confronto con i nostri imprenditori, così esteso per numeri e territori, con in più il pregio di una sana immersione dentro la realtà delle nostre imprese.

Il primo risultato è, indubbiamente, la presenza dei trasportatori, consistente e convincente. Diciamo che, uno per l’altro, la realtà che ha voluto incontrarci, è rappresentativa di circa 20 mila veicoli e altrettanti addetti. È un dato che andrebbe sempre tenuto in considerazione quando si parla di rappresentanza.

I partecipanti, che certamente soffrono, come tutti i trasportatori, le enormi difficoltà di una situazione semplicemente impensabile solo pochissime settimane fa, hanno manifestato – nonostante la desolazione del quadro generale – di credere nella nostra Associazione. Si tratta di un patrimonio piuttosto raro, di enorme valore, di cui dobbiamo avere cura quotidiana.

Secondo elemento: la condivisione piena della nostra strategia (le nostre proposte), basata sulle Regole: Costi Minimi obbligatori, modifica della Sub-vezione, Tempi di Pagamento e questione “Pagamento Soste”. Poche cose, semplici e “a costo zero”, ma che richiedono alla politica – e a chi vuol rappresentare questo settore – il coraggio e l’autonomia necessari per scelte di campo chiare e molto impegnative.

Abbiamo potuto verificare il consenso che queste nostre idee riscuotono tra i trasportatori e, nello stesso tempo, abbiamo avuto la conferma che non prevale la rassegnazione ad accettare accordi presi sopra la loro testa.

E’, infatti, evidente la bocciatura senza appello dell’Accordo con il Governo. L’esile filo di fiducia preesistente tra associazioni e trasportatori, ne esce compromesso in maniera irrimediabile, riportando d’attualità la mancanza di autonomia, che provocò la burrascosa interruzione del fermo nazionale nel 2007.

Le critiche più aspre non sono tanto per come è stata affrontata la questione del caro-gasolio, per la quale non ci dovrebbero essere scostamenti (con i 500 milioni di euro stanziati) da analoghi provvedimenti presi da altri Governi europei (Francia, Spagna, ad esempio). Il punto dolente è stata la mancanza di coraggio, da parte di tutti i firmatari, nell’affrontare il tema delle Regole, che ha visto – ancora una volta – l’Autotrasporto succube del condizionamento delle Confederazioni.

La “clausola gasolio” e il richiamo ad una ipotetica obbligatorietà dei Valori di Riferimento (art.14 del DL 21/2022) risultano “furbate” o, comunque, armi spuntate, non solo inutili ma, addirittura dannose, perché sono il risultato di un baratto che ha avuto ad oggetto la rinuncia ai costi minimi obbligatori.

Questo è quello che la gente o, almeno, la nostra gente ha capito.

Proprio dando seguito alle indicazioni scaturite dalle nostre assemblee, abbiamo inviato, nel corso delle audizioni al Sentato sul DL 21/2022, una Nota (il cui testo è pubblicato sul sito Assotir) in cui, nell’esprimere la nostra contrarietà all’art. 14 del sopracitato DL 21/2022 (clausola gasolio), proponiamo l’esigenza di reintrodurre l’obbligatorietà dei Costi Minimi di Sicurezza per l’Autotrasporto.

Nella stessa Nota, come potrete leggere, abbiamo anche sollecitato il Senato ad attenzionare le tariffe dei traghetti, che hanno registrato negli ultimi sei mesi aumenti ingiustificabili, mediamente sopra al 30%, con punte del 46%, con variazioni di tempo e di importi modestissime, che sembrano dettate dall’esigenza di non incorrere nei rilievi dell’Antitrust su eventuali ipotesi di “cartello”.

In maniera del tutto casuale, abbiamo letto che proprio in questi giorni (Corriere della Sera del 12 aprile 2022) anche l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha acceso i riflettori sull’argomento.

Lo consideriamo un ottimo segnale, per niente scontato. E un incoraggiamento importante a proseguire.

Claudio Donati

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