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– Editoriale –

Il nostro giudizio sulla manovra finanziaria di fine anno

Il nostro giudizio sulla manovra finanziaria di fine anno

Roma, 15 Gennaio 2026

Se dovessimo sintetizzare la nostra valutazione sull’impatto della manovra finanziaria per il 2026 sui trasportatori (che non comprende solo la legge di bilancio) dovremmo dire che è andata meglio di quel che si è temuto per un paio di mesi. E, mi riferisco, in particolare, al divieto di compensazione del credito d’imposta derivante dal versamento delle accise sul gasolio, incomprensibilmente – e, direi, cervelloticamente – inserito nel testo originale e poi, fortunatamente (anche per il governo!), cassato.

Altro aspetto molto positivo è l’istituzione di un fondo di 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare dell’autotrasporto italiano, anche se sarà operativo solo a partire dal 2027 e fino al 2031. Si tratta di un impegno preso e mantenuto dal Ministro Salvini, che attua una misura di valenza strutturale e, come tale, attesa dalla categoria.

Poi ci sono le note dolenti. Due, in particolare. L’aumento delle accise sul gasolio di oltre 4 centesimi al litro, che non è vero che per il trasporto professionale sia ininfluente, perché colpisce quasi un milione di veicoli, per lo più di piccole portate, per i quali si tratta di un aumento di costi netto di diverse migliaia di euro a veicolo. Soprattutto, non abbiamo apprezzato la smentita dell’impegno che lo stesso governo aveva preso appena un anno fa (1 euro di aumento l’anno per successivi 4 anni).

Infine, ultimo, non certo per importanza, l’aumento medio dei pedaggi autostradali del1,5%. Aumento, certo autorizzato dalla Consulta, ma noto a chi di dovere da ottobre e che, a nostro avviso, avrebbe dovuto essere comunicato, in trasparenza, da allora.

Inoltre, vale la pena di chiarire che, a forza di ritocchi, oggi il costo del pedaggio in Italia, per un veicolo di massima portata, va dai 19 ai 24 euro ogni 100 km. A fronte, oltretutto, di disfunzioni continue (dai cantieri, ai divieti di sorpasso, e via di questo passo), che sono un ulteriore costo a carico dei trasportatori. Ci sembra un tema su cui non sia possibile continuare a fare finta di niente. Rinnoviamo pertanto l’invito al Ministro a convocare le parti interessate per affrontare in maniera chiara la questione delle infrastrutture autostradali, ad iniziare dalla vicenda del divieto di sorpasso sulla A1.

Nonostante ciò, ripeto, siamo consapevoli che, se non ci fosse stata la pressione necessaria da parte del mondo associativo e della politica, per eliminare le misure cervellotiche che erano in campo, avrebbe potuto andare anche peggio.

Ma da qui a festeggiare, ce ne corre. Appunto, siamo di fronte ad un risultato che, realisticamente, consideriamo accettabile.

Claudio Donati

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