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– Vita associativa –

ASSOTIR Civitavecchia: “No al fermo, servono regole e responsabilità”
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ASSOTIR Civitavecchia: “No al fermo, servono regole e responsabilità”

22 Aprile 2026

Un settore in affanno, schiacciato dall’aumento dei costi e da dinamiche di mercato che rischiano di scaricare sui più deboli il peso della crisi. Ma anche un territorio che prova a reagire facendo sistema. È il quadro emerso nella mattina del 22 aprile 2026 nella sede del Consorzio Autotrasportatori Civitavecchia e di ASSOTIR Civitavecchia dove i rappresentanti della categoria hanno fatto il punto su una situazione definita “estremamente critica”, senza però rinunciare a indicare una strada concreta.

Al centro dell’analisi, il caro energia e in particolare il costo del gasolio, che incide ormai per circa un terzo sui costi di gestione delle imprese. “Siamo di fronte a un aumento esponenziale – ha spiegato Patrizio Loffarelli, rappresentante dell’autotrasporto presso l’Adsp del Mar Tirreno centro settentrionale – che mette in difficoltà l’intero comparto. Ma c’è un paradosso evidente: i prezzi dei beni aumentano anche per effetto dei trasporti, eppure questi aumenti non arrivano nelle casse degli autotrasportatori. Qualcosa non torna”.

Una distorsione che, secondo la categoria, si annida lungo la filiera, dove l’intermediazione rischia di assorbire gli adeguamenti tariffari senza trasferirli a chi materialmente sostiene i costi del servizio. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza e di strumenti concreti di controllo. In questa direzione va la proposta, già formalizzata all’Autorità di sistema portuale, di istituire un punto permanente di monitoraggio del mercato. Un presidio che consenta anche alle imprese di segnalare eventuali anomalie, pure in forma anonima.

Il primo banco di prova sarà il 5 maggio, data già fissata per la riunione del Tavolo permanente sulla legalità e la trasparenza dell’autotrasporto, voluto proprio da Assotir e Authority qualche anno fa, primo esempio in Italia. “Vogliamo dare un segnale forte al mercato – ha aggiunto Loffarelli – e alzare il livello di attenzione. L’obiettivo è garantire regole certe e tutelare chi lavora correttamente”.

Un approccio condiviso anche dal presidente locale di Assotir, Peppino Loria, che ha ribadito con forza la contrarietà a qualsiasi ipotesi di blocco del settore: “Lo sciopero sarebbe una sconfitta per tutti. Ogni azienda che chiude è un fallimento per lo Stato e un danno per l’intera economia. Questo comparto è trainante, ma ha bisogno di leggi e soprattutto che vengano rispettate”.

Ad allargare il discorso, con un appello diretto a Governo e committenza, è stato quindi il segretario nazionale Assotir, Claudio Donati: “Ognuno deve fare la propria parte. Il credito d’imposta di 20 centesimi non basta a compensare aumenti ben più consistenti. Il riequilibrio – ha aggiunto – deve arrivare anche dal mercato, con un punto di incontro tra committenti e vettori”. Donati ha poi riconosciuto come Civitavecchia rappresenti, nonostante le difficoltà dovute allo tzunami del caro-gasolio, un modello avanzato nel panorama nazionale: “Qui esiste un sistema di relazioni che altrove non c’è. Gli imprenditori hanno fatto squadra e questo consente di affrontare la crisi meno disarmati. Ma attenzione: nemmeno qui è semplice. I dati ci dicono chiaramente che gli aumenti non sono finiti nel trasporto”. Da qui anche la richiesta di coinvolgere l’Antitrust per verificare eventuali fenomeni speculativi lungo la filiera.

“Non possiamo essere accusati di responsabilità che non abbiamo – hanno commentato alcuni autotrasportatori presenti – servono controlli e trasparenza”.

Alla fine il messaggio finale è chiaro: evitare il fermo dei mezzi, che rappresenterebbe una “vera sconfitta”, e costruire invece un sistema di regole condivise. Con Civitavecchia che, ancora una volta, prova a candidarsi come laboratorio di buone pratiche per l’intero Paese.

Di seguito riportiamo, il video intervista dell’evento di stamani elaborato dalla redazione di Trc Giornale:

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