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– Editoriale –

Trasportatori o committenti?

Trasportatori o committenti?

Roma, 24 Gennaio 2025

Sacrosanta l’indignazione di UNATRAS che – avendo “scoperto”, a seguito dei “tagli lineari” del 5% decisi per il 2025, una decurtazione di 14 milioni di euro delle risorse strutturali per l’Autotrasporto (240 milioni di euro) – minaccia di aprire una fase “conflittuale”.

In attesa di vedere i fatti, mi permetto di ricordare che dal 1° gennaio ci sono stati aggravi per i Trasportatori ben più pesanti, di non meno di 500 milioni di euro, tra aumenti dei pedaggi autostradali (+1,8% su metà della rete autostradale), aumenti dei noli marittimi (per effetto dell’ETS marittimo), senza contare l’aumento delle accise sul gasolio, di prossima attuazione. In altre parole, i 14 milioni sono solo l’ultima dolorosa aggiunta ai 500 milioni di maggiori costi, di cui invitiamo a prendere nota, nel caso si volesse veramente aprire una fase “conflittuale”.

Per quel che ci riguarda, indipendentemente da questi ultimi fatti (che certamente peggiorano il quadro) ci sono elementi più che sufficienti per giudicare – a oltre due anni di distanza – insoddisfacente l’approccio di questo Governo verso l’Autotrasporto italiano. E ciò, nonostante alcune positive iniziative (tipo contenzioso con l’Austria sulla vicenda Brennero).

L’ultimo incontro delle Associazioni dell’Autotrasporto con un rappresentante del Governo risale allo scorso giugno. Veniamo, per attenzione ricevuta, molto dopo altre categorie certamente meno strategiche dell’Autotrasporto.

Inoltre, quest’ultimo incontro ha visto evaporare anche i minimi impegni faticosamente raggiunti sul tema delle “Regole”. Si è trattato di un ulteriore rinvio “sine die”, per non affrontare i temi più scottanti, a partire da quello del contrasto all’intermediazione parassitaria nel trasporto.

Non decidere, a livello politico, significa spesso schierarsi. In questo caso, il Governo si è schierato dalla parte dei grandi Operatori Logistici, i quali, essendo iscritto all’Albo degli Autotrasportatori, prosperano sfruttando i Trasportatori veri. La chiamano “esternalizzazione”, ma è diventata la rendita che consente ai Big della logistica di scaricare sui Trasportatori costi e rischi, trattenendo per sé la polpa.

È chiaro che per questi “Giganti” gli aumenti di cui sopra sono indifferenti, dato che loro non eseguono direttamente il trasporto ma, affidandolo a terzi, qualunque aumento – pedaggi, gasolio, o altro – non è un loro problema, bensì dei loro sub-vettori. La costante spinta alla sotto-tariffazione del trasporto ha una spiegazione: a un intermediario non interessa la tariffa, ma la provvigione.

Nei fatti, pochi ma giganteschi soggetti imprenditoriali, tutti iscritti all’Albo degli Autotrasportatori (con un numero di camion ridicolo), in realtà, agiscono da “Committenti”. Anzi, la vera novità – ma anche la grande assurdità – è che gran parte della Committenza, oggi, è un Autotrasportatore.

Da qui nasce il blocco ad ogni tentativo serio di cambiamento (sub-vezione, costi minimi, tempi di pagamento, soste). Di questo si tratta. A prescindere dai 14 milioni di euro tagliati.

Claudio Donati

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