– Vita associativa –
Caos viabilità in Toscana: chiusura della strada 429 e ipotesi di pedaggiamento in FIPILI al centro delle riflessioni di ASSOTIR
Dopo l’ennesima giornata di ingorghi a causa della chiusura della Strada 429 determinata a seguito dell’incidente del 30 dicembre scorso che aveva visto protagonista un mezzo pesante che si era ribaltato durante un trasporto di olio alimentare, Maurizio Bandecchi, Responsabile di ASSOTIR Toscana, in vista della riapertura programmata per il 10 gennaio 2025, ha ribadito come per la gestione della Strada 429 manchi un vero e proprio piano B.
Come si poteva facilmente intuire e come puntualmente si è verificato ieri (8 gennaio ndr), – prosegue Bandecchi – in corrispondenza della riapertura della maggior parte delle attività produttive della Valdelsa, con i conseguenti spostamenti di lavoratori, pendolari e naturalmente anche mezzi pesanti a servizio delle stesse attività, si sono verificati continui e pesanti congestionamenti dei flussi di traffico fra i territori dei Comuni di Certaldo, San Gimignano e Gambassi Terme.
Le zone più penalizzate, a partire dal comune di Certaldo, dove è stata attuata la chiusura di un tratto della SR429 ancora interessato dalle conseguenze di un incidente avvenuto il 30 dicembre, sono quelle limitrofe al tratto interessato dal divieto di transito in corrispondenza delle frazioni di Badia a Elmi e Badia a Cerreto, con residenti, luoghi di produzione e autotrasportatori a doverne sopportare le maggiori spese. Sanzioni comprese, che se da un lato sono una via obbligata per le istituzioni locali, a causa di vigenti limitazioni, dall’altro lato devono imporre uno sforzo supplementare per individuare percorsi alternativi e temporanei, in occasioni di emergenze come quella attuale. Se si deve costringere i mezzi a percorrenze superiori anche di decine di chilometri, che almeno lo si indichi con chiarezza anche a distanza dal tratto interessato, perché altrimenti i mezzi si trovano in un imbuto senza possibilità di uscita e questo non è corretto, ha incalzato Bandecchi.
Come si è potuto riscontrare, limitarsi unicamente a chiudere un tratto della nuova arteria senza prevedere percorsi alternativi anche locali, oltre che di lunga percorrenza, non è ragionevole, servono percorsi bene individuati dove potere convogliare sia il traffico leggero che quello pesante, senza intasare zone abitate o peggio creare situazioni di pericolo. È chiaro che alternative ce ne sono poche e non sono facili da individuare, ma è necessario secondo noi arrivare a soluzioni più possibile condivise che possano limitare per tutti i disagi, specie in vista della chiusura del ponte sull’Elsa e in vista di altri prevedibili stop sulla SR429. Ecco perché sarebbe urgente che ad affrontare il problema, come del resto positivamente, anche se parzialmente, avvenuto il mese scorso proprio a Certaldo, possa essere un tavolo collegiale alla presenza di istituzioni locali e organi di controllo, a cui anche la nostra categoria del trasporto pesante possa partecipare per rappresentare un punto di vista sicuramente scomodo, ma che è il polmone di ogni attività produttiva della Valdelsa così come di ogni altro territorio“, ha concluso Bandecchi.
A destare preoccupazione per ASSOTIR Toscana anche il progetto di inserire il pedaggio lungo la Strada di Grande Comunicazione Firenze – Pisa-Livorno. Proprio di questo ha parlato Maurizio Bandecchi a Radio Toscana di cui riportiamo di seguito l’intervento

