– Vita associativa –
CIVITAVECCHIA: Assotir e gli autotrasportatori istituiscono un tavolo aperto a tutti gli operatori interessati al rilancio ed allo sviluppo del Porto e della Città
Il tozzo di pane che prima le imprese civitavecchiesi di autotrasporto dovevano farsi bastare, ora viene ulteriormente aggredito da una concorrenza che non apporta nuovi elementi di costruttività nel mercato; ma, con il suo modo aggressivo di proporsi, ha per unico risultato quello di assestare colpi distruttivi ad un tessuto imprenditoriale che, da parte sua, si dimostra sin troppo fragile rispetto all’ingresso di realtà esterne”
“È un’invasione – continua Loffarelli – a tal punto aggressiva che fa male a tutti gli attori coinvolti nel settore e soprattutto a quanti puntano sullo sviluppo di Civitavecchia e del suo porto.
E temiamo che tutto questo sia solo l’inizio di un banchetto che non nutrirà le imprese, ma le affamerà portandole al cannibalismo”.
Le imprese civitavecchiesi, di fronte a tali rischi, non sono rimaste ferme ad attendere gli sviluppi istituzionali: in diversi incontri è emersa la volontà di sottoporre alle rispettive rappresentanze le principali criticità e, insieme, le nuove proposte di sviluppo che gli operatori ritrngono possibili per il rilancio del settore.
“Per quanto ci riguarda, come autotrasportatori – spiega Loffarelli – abbiamo già programmato l’istituzione di un tavolo di discussione e da esso, con il supporto di T. I. Assotir, la nostra Associazione di categoria, ci proponiamo di far emergere documenti e proposte da sottoporre tanto agli interlocutori economici delle nostre imprese che a tutte le Istituzioni locali”.
“Servono interventi – emergenziali prima, e di sviluppo successivi – per rimediare ad una situazione difficile.
Dobbiamo cercare soluzioni per scongiurare un trend di mancati profitti per le imprese locali, che porta con sé nuova disoccupazione per gli addetti e per i lavoratori, mentre è forte il rischio che negli spazi vuoti finiscano per insediarsi stabilmente imprese esterne a Civitavecchia.
Ove ciò avvenisse, nessuno potrebbe chiamarsi fuori dalle conseguenze”.
“Ma” insistono Felli e Loffarelli, “se si vuole invertire davvero la tendenza è necessario pensare anzitutto a soluzioni che portino ad aumentare i traffici sul nostro scalo: solo essi, infatti, potranno generare nuova occupazione non solo nel settore trasporti, ma in tutta la filiera logistica locale.
Metterci tutti intorno al tavolo per affrontare le situazioni a partire da quelle di emergenza, sarà senza dubbio utile per individuare la strada che è necessario intraprendere per salvare strutturalmente l’economia e l’occupazione locale.”
“Coinvolgeremo anche il Comune” continua Loffarelli, “con il quale abbiamo iniziato un percorso proficuo per il ripristino delle Via Card gratuite a disposizione dei trasportatori diretti e provenienti dal Porto. La nostra mobilitazione prosegue, nonostante il mancato rifinanziamento della misura da parte della Regione Lazio, atteggiamento già utilizzato dall’Istituzione regionale ormai da molti anni e che dimostra una buona dose di mancanza di sensibilità, da parte dell’istituzione regionale, nei confronti di una categoria così importante come quella rappresentata dalle tante imprese di autotrasporto”
Felli e Loffarelli vogliono togliersi l’ultimo sassolino dalla scarpa: “Troppo spesso si parla di logistica territoriale, ma molto frequentemente i diretti interessati, nel nostro caso i trasportatori, sono tenuti fuori dai tavoli in cui si decidono gli elementi fondamentali per lo sviluppo di tali politiche. Per questo, come aderenti ad Assotir invitiamo tutte le realtà economiche portuali, ad iniziare da quelle maggiormente in difficoltà, ad approfittare, del nostro tavolo di lavoro per affrontare finalmente le problematiche della città e del suo porto, con l’obiettivo di rilanciare la nostra economia”.

