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UETR: nell’Assemblea di Parigi, completato l’assetto dell’Unione, l’attenzione si è rivolta al dibattito UE sul Pacchetto Mobilità
Julio Villaescusa, Presidente di UETR, nel congratularsi con i neo Vicepresidenti, ha confermato che, in ossequio alla missione dell’UETR ed alla sua volontà di rappresentare sempre più e meglio l’insieme delle realtà associative dell’autotrasporto europeo, si opererà per favorire l’impegno dei rappresentanti delle realtà della nuova Europa e che ciò potrà tradursi nell’ingresso, tra i Vicepresidenti, anche di altri colleghi che dalle Associazioni dell’Est Europeo potranno essere espressione..
Altra questione affrontata, è quella della provvista delle risorse che consentano di realizzare l’ambizioso piano di espansione presentato dal Segretario Generale, Marco Digioia.
Tutti d’accordo per esplorare ogni possibile forma di recupero di risorse – dalla sperimentazione di occasioni di servizio per gli associati, anche in collaborazione con Organismi specializzati, alla candidatura dell’UETR ad intercettare risorse provenienti dall’UE per studi e ricerche; ad, infine, accelerare sull’allargamento delle adesioni ed a una revisione dei meccanismi di fissazione delle quote annuali – la discussione è infine stata conclusa con l’impregno che entro giugno 2018 la Presidenza e la Segreteria Generale presenteranno un piano organico su cui chiedere il consenso delle Associazioni partecipanti all’UETR
Svolte questi importanti passaggi procedurali, la riunione è proseguita, affrontando una serie rilevante di questioni che oggi sono all’ordine del giorno dell’Unione Europea e dalla cui soluzione dipenderà una buona parte del destino delle imprese di autotrasporto europee.
In particolare, è stata affrontata l’analisi dei progressi realizzati nella discussione istituzionale sui “Pacchetti mobilità” presentati nei mesi scorsi dalla Commissione Europea.
In particolare si è discusso dell’andamento della discussione parlamentare sulla riforma dell’accesso al mercato ed alla professione, sulla modifica delle normative in tema di tempi di guida e riposo, ivi inclusa l’introduzione dei nuovi tachigrafi “intelligenti”; sulle modalità di introduzione delle eurovignette con la collegata questione del calcolo dei “costi esterni” determinati dalle diverse modalità di trasporto; sulla questione, infine, del cosiddetto “dumping sociale e sulla non ancora definita riforma della normativa relative ai lavoratori mobili, quando distaccati in altri Paesi.
Stella polare del dibattito è la volontà di tutti i membri dell’UETR che le piccole e medie imprese europee di trasporto su strada possano continuare a svilupparsi, basandosi su regolamenti e norme che non sostengano un liberalismo più assoluto di una camicia di forza.
Le differenze culturali, sociali ed economiche devono essere ridotte al fine di creare uno status di operatore stradale europeo unico e, fintanto che quell’obiettivo non sia stato raggiunto occorre evitare che tali differenze possano alimentare diffidenze e atteggiamenti di repulsione contro l’idea stessa di Europa Unita
Si è anche affrontato il caso europeo delle iniziative che, da più parti sono state avviate, per recuperare quanto ingiustamente sottratto ai trasportatori dal cartello dei costruttori di camion recentemente condannato dalla giustizia europea.
Il caso e le iniziative dei diversi Paesi sono seguite da vicino dall’UETR che cerca di mettere a fattor comune le esperienze ed il contributo di ciascuna Associazione e di ciascun Paese membro. L’UETR, che fino ad ora ha lasciato che fossero i diversi Paesi ad operare contro il cartello per il recupero del maltolto, si riserva tuttavia la possibilità di un’azione specifica, anche se ritiene che possano avere migliore successo i coordinamenti tra imprese che già si stanno delineando e che potranno contare su lawiers e fondi specializzati nelle iniziative antitrust.







