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“Resto al Sud”. Invitalia ha erogato alle imprese i primi contributi aggiuntivi a fondo perduto

“Resto al Sud”. Invitalia ha erogato alle imprese i primi contributi aggiuntivi a fondo perduto

13 Luglio 2020

INVITALIA ha pubblicato un comunicato stampa con il quale evidenzia come le imprese finanziate con Resto al Sud, l’incentivo che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali o libero professionali nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017, hanno già iniziato a ricevere il contributo a fondo perduto, previsto dallart. 245 del D.L. 19 maggio 2020 n. 34, come sostegno aggiuntivo per far fronte alle esigenze di liquidità connesse all’emergenza Covid-19.

Come si ricorderà il Decreto Rilancio, proprio per salvaguardare la continuità aziendale e favorire il rilancio delle imprese di Resto al Sud  ha previsto, a favore delle stesse, un ulteriore contributo a fondo perduto, a copertura del fabbisogno di circolante, pari a 15.000 euro per le attività svolte in forma individuale e fino a un massimo di 40.000 euro (10.000 euro per ogni socio) per quelle esercitate in forma societaria, a condizione di aver completato il programma di spesa ammesso alle agevolazioni e di essere in regola con il pagamento delle rate relative al finanziamento bancario e con gli adempimenti previsti dalla normativa.

Ora INVITALIA, con un mese di anticipo rispetto al termine fissato dal decreto, ha effettuato le prime erogazioni per un importo complessivo di 1,5 milioni di euro alle 90 imprese che a giugno ne avevano fatto richiesta per salvaguardare la loro continuità e non compromettere lo start up della loro iniziativa a seguito del lockdown.

Questo ulteriore incentivo permetterà inoltre, ai beneficiari di Resto al Sud, di realizzare gli investimenti necessari per adeguarsi ai nuovi comportamenti di consumo della clientela, con particolare riferimento alla digitalizzazione dei loro processi produttivi e gestionali: ad esempio l’utilizzo dell’e-commerce e del contactless non soltanto come modalità di pagamento, ma anche di prenotazione e fruizione di un servizio turistico-culturale o eno-gastronomico.

Resto al Sud si conferma, quindi, anche in considerazione dei mutamenti di scenario post Covid-19, un’opportunità concreta non soltanto per avviare nuove realtà produttive, ma anche per riprogettare o consolidare quelle già avviate, consentendo alle stesse di ripartire diversificando il loro sistema d’offerta e rapportandosi al mercato con un prodotto o servizio rinnovato e più competitivo.

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