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MESSINA: Giuseppe BULLA torna ad accusare il Comune per un’ordinanza dilettantesca e pericolosa

23 Luglio 2014

 

L’Ordinanza con cui il Comune di Messina ha, inopinatamente, deciso di vietare al traffico dei veicoli commerciali con massa superiore a 7,5 ton. l’accesso al Porto Storico ed ai traghetti che da lì partono e arrivano, ha fatto letteralmente infuriare il Vice Presidente Nazionale di Transfrigoroute Italia Assotir, Giuseppe Bulla.

Nell’attesa, francamente ormai assai più che imbarazzante, del completamento dei lavori al Porto di Tremestieri, che, con un percorso più simile ad una via crucis che alla realizzazione di un’infrastruttura decisiva per l’isola e la sua economia, sembrerebbero ora fissati alla fine di agosto, il Sindaco di Messina ha deciso di portarsi avanti ed ha reso off-limit il Porto storico ai veicoli adibiti al trasporto delle merci tra la Sicilia ed il continente.

E’ l’ultima goccia di una vicenda incredibile, che ha visto via via bruciate – l’ultima è la decisione della UE di non consentire la proroga dell’Ecobonus, ma prima ancora si era provveduto a gettare letteralmente  a mare centinaia di milioni nell’inseguimento di un Ponte sullo Stretto prima invocato e poi vituperato con eguale energia – tutte le possibilità di rendere più semplice, più ecologico e meno costoso il trasporto dei prodotti che l’isola produce e che ne costituiscono la ricchezza, verso i mercati continentali.

Come se non fossero bastate le precedenti battaglie condotte da TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR contro chi pretendeva di monetizzare – a spese dei trasportatori – il disagio dei cittadini messinesi; battaglie che si conclusero con la vittoria – sancita dalle sentenze del Consiglio di Stato e del TAR che, nel 2011,  imposero dapprima la sospensione del balzello, e poi l’annullamento delle zone a traffico limitato decise dalla Giunta Comunale  della città peloritana, oggi il nuovo Sindaco riparte alla carica senza che si sia, in alcun modo, individuata una praticabile alternativa a disposizione dei camionisti per raggiungere il punto d’imbarco del Porto Storico.

Giuseppe Bulla si batte da una vita per tenere insieme, senza contrapporle, le esigenze degli autotrasportatori siciliani e le preoccupazioni, altrettanto valide, dei messinesi.

Ansiosi i primi, di poter disporre di una via efficiente e rapida per raggiungere la principale infrastruttura che, nel bene e nel male, collega la Sicilia al Continente e preoccupati i secondi  di non vedere le strade della propria Città divenire una sorta di pista di attraversamento per migliaia di veicoli pesanti con il loro inevitabile lascito di rumore ed inquinamento.

Forte di questo pedigree di iniziative e dalle proposte concerete avanzate in tanti anni prende corpo oggi l’invettiva di Bulla contro l’improvvisazione dilettantesca e la facile ricerca di consenso che caratterizzano l’Ordinanza del Comune di Messina.

Bulla ricorda come facciano oggi 27 anni da quando egli propose alla Amministrazione comunale della Città di utilizzare un’area in prossimità dello svincolo di Boccetta per realizzare una sorta di serbatoio in cui far sostare i camion e da cui farli muovere in modo organizzato per accedere all’imbarco.

Di quella proposta non se ne fece nulla e presto il terreno in questione venne privatizzato sottraendo alla proposta ogni possibilità di sviluppo successivo.

Eppure, è ancora Bulla che parla, è proprio dalla zona a nord di Messina, da Boccetta, che occorre partire per individuare un percorso che, senza costringere i camion ad attraversare la città, permetta loro di accedere in modo efficiente e rapido al Porto ed ai traghetti.

Quando Tremestieri sarà definitivamente operativo vedremo come si ridefinirà il rapporto tra TIR e città e se il nuovo punto unico di imbarco e sbarco non finirà per determinare nuove servitù per i trasportatori.

Intanto però, l’Ordinanza del Comune di Messina deve essere ritirata. Pena costringere la categoria a riprendere di nuovo la strada che porterebbe ancora una volta a contrapporre nelle aule di un Tribunale amministrativo il Sindaco ed i trasportatori. Con un esito che, comunque vada, lascerà segni e ferite profonde nel tessuto economico e sociale dell’area peloritana e nell’intera Sicilia.

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