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MERCATO EUROPEO DEL TRASPORTO: per Kallas, va ulteriormente liberalizzato aprendo le frontiere nazionali al cabotaggio

22 Aprile 2014

 

La pubblicazione, lo scorso 14 aprile, di un Rapporto al Parlamento Europeo ed al Consiglio sull’integrazione del mercato interno dei trasporti su strada – che pubblichiamo in allegato – ha dato l’occasione al vicepresidente uscente della Commissione europea e responsabile per i trasporti, Siim Kallas, di auspicare una semplificazione e chiarificazione delle norme dell’UE in materia di trasporto su strada.

Dai contenuti del Rapporto il Commissario Kallas deduce che, per quanto siano stati messi a segno alcuni progressi, l’eliminazione delle restrizioni esistenti darebbe impulso all'economia europea e permetterebbe di migliorare la qualità dell'ambiente.

Si tratta di intervenire su un comparto decisivo per l'economia, l'occupazione e la qualità della vita e dell'ambiente europeo, come dimostrano alcuni semplici numeri:

  • Il trasporto su strada, secondo il rapporto movimenta circa i tre quarti (72%) delle merci nel trasporto via terra all'interno dell’UE, con un fatturato annuo di 300 miliardi di euro e rappresenta circa il 2% del PIL dell’UE.
  • Nel settore del trasporto su strada operano circa 600 000 aziende (con una quota molto elevata di PMI), con quasi 3 milioni di addetti.
  • Il trasporto nazionale rappresenta il 67% dei trasporti su strada nell’UE. Tuttavia, l’accesso da parte di trasportatori stranieri ai mercati nazionali continua a essere molto limitato.
  • D’altra parte i trasporti terrestri, in cui rientra anche il trasporto su strada, sono l’unico modo di trasporto in cui la produttività del lavoro è scesa dopo il 2001 (- 0,2%).
  • I veicoli pesanti viaggiano spesso a vuoto: il 20% di tutti gli autocarri nell’UE viaggia a vuoto. A livello nazionale tale percentuale sale al 25%.

Ogni giorno, informa il Rapporto, circolano sulle strade europee quasi 250 000 di autocarri vuoti –  vuoi perché di ritorno dopo una consegna, vuoi perché in procinto di prendere in consegna un carico.

L’eliminazione delle restrizioni al cabotaggio permetterebbe, secondo il Rapporto,  di ridurre i viaggi a vuoto, rendendo più facile per gli autotrasportatori combinare i carichi e utilizzare i viaggi di ritorno.

Eliminare le restrizioni, in questa ottica, permetterebbe di ottimizzare la gestione della flotta, aumentando in tal modo l’efficienza logistica globale dell’economia UE e contribuendo a mantenere l'Unione un luogo attraente dove produrre e commerciare.

Secondo il Rapporto, liberalizzare ulteriormente il mercato, attraverso la completa apertura dei mercati nazionali dell’autotrasporto alla concorrenza, consentirebbe di ridurre i viaggi a vuoto e di migliorare l’efficienza del settore, posto che, secondo uno studio recente del Parlamento europeo, il costo delle restrizioni residue in materia di cabotaggio è di circa 50 milioni di euro all’anno.

Il vicepresidente Kallas commentando questa parte del Rapporto, ha dichiarato: "Le norme attuali sono negative per le imprese europee, hanno ripercussioni su tutti gli utenti della strada ed effetti nocivi sull’ambiente. Abbiamo bisogno di regole chiare per l’industria e allo stesso tempo di buone condizioni di lavoro per i conducenti. Spero che la prossima Commissione continuerà in questa direzione."

Sulle dichiarazioni del Commissario Kallas e sulla polemica che essa ha scatenato anche in Italia e a cui hanno partecipato molte delle più autorevoli voci dell’autotrasporto italiano, nei prossimi giorni interverrà il Segretario Generale di T.I. ASSOTIR, Donati.

Di seguito ci limitiamo ad indicare alcune delle conclusioni che il rapporto propone all’attenzione della prossima Commissione.

  1. Le autorità di contrasto degli Stati membri devono intensificare i propri sforzi per applicare la legislazione esistente in modo più efficace e coerente.
    La Commissione e l’UE possono fornire il loro contributo chiarendo le norme che sono intese, interpretate e applicate in modo differente nei diversi Stati membri.
  2. Nel prossimo futuro il trasporto su strada dovrà fare fronte a diversi problemi. L'età media dei conducenti è in continuo aumento e il trasporto su strada non è considerato una professione interessante. Le condizioni di lavoro sono percepite come difficili e gli Stati membri non applicano la legislazione sociale in modo coerente. .
    In un trasporto stradale che va sempre più invecchiando, è invece necessario applicare in modo migliore la legislazione sociale, se il settore vuole attirare nuovi conducenti e essere in grado di gestire la domanda di trasporto merci prevista in futuro.
  3. L’UE ha l'opportunità di migliorare l’efficienza della sua economia e ridurre le emissioni di gas a effetto serra dovute ai trasporti.

Allegato – 1 – La relazione della Commissione

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