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Licenziato per g.m.o. durante l’epidemia COVID? C’è la NASPI

Licenziato per g.m.o. durante l’epidemia COVID? C’è la NASPI

3 Giugno 2020

L’INPS, con il messaggio 2261 del 1 giugno scorso, ha informato che, a seguito di interpello all’Ufficio legislativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, accoglierà le domande di indennità NASpI per i licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo comminati nel periodo di vigenza del divieto previsto prima dal D.L. 18/2020 “Cura Italia” e ora esteso dal D.L. n. 34/2020 “Rilancio” sino al prossimo 17 agosto.

L’Ufficio Legislativo del Ministero, infatti, nel chiarire che l’indennità di disoccupazione NASpI è una prestazione riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, ha osservato che “non rileva dunque, a tal fine, il carattere nullo del licenziamento per giustificato motivo oggettivo – intimato da datore di lavoro nel periodo soggetto a divieto – atteso che l’accertamento sulla legittimità o meno del licenziamento spetta al giudice di merito, così come l’individuazione della corretta tutela dovuta al prestatore”.

L’Inps procederà, quindi, qualora sussistano tutti i requisiti previsti, all’accoglimento delle domande di indennità di disoccupazione NASpI presentate dai lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di licenziamento intimato anche in data successiva al 17 marzo 2020 (entrata in vigore del D.L. 18/2020 “Cura Italia”).

Allo stesso tempo l’Inps fa presente che l’erogazione della indennità NASpI a favore dei lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo, nonostante il divieto, sarà effettuata da parte dell’Istituto con riserva di ripetizione di quanto erogato nella ipotesi in cui il lavoratore medesimo, a seguito di contenzioso giudiziale o stragiudiziale, dovesse essere reintegrato nel posto di lavoro.

In tale ipotesi, pertanto, il lavoratore è tenuto a comunicare all’Istituto, attraverso il modello NASpI-Com, l’esito del contenzioso medesimo ai fini della restituzione di quanto fruito senza che fosse dovuto posto che sia stata statuita dal magistrato l’illegittimità del licenziamento.

Inoltre, potrebbe anche verificarsi che il datore di lavoro, come previsto dalla normativa in argomento, revochi il recesso chiedendo contestualmente per il lavoratore riassunto il trattamento di cassa integrazione salariale a partire dalla data di efficacia del precedente licenziamento.

In tal caso, naturalmente, quanto eventualmente già erogato a titolo di indennità NASpI sarà oggetto di recupero da parte dell’Istituto, in considerazione della tutela della cassa integrazione che verrà riconosciuta al lavoratore.

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