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Le Associazioni scrivono al Governo: cambio di marcia nei rapporti o sarà stato di agitazione

6 Luglio 2014

Le Associazioni firmatarie del protocollo d'intesa del novembre 2013 hanno preso atto, con preoccupazione, dello stato di inerzia del Governo e del ritardo inaccettabile nell'attuazione delle misure concordate.

Quel che allarma di più le Associazioni è tuttavia la sensazione che il Governo sottovaluti i rischi che possono derivare, nei prossimi mesi, dall'esplodere delle tensioni sin qui accumulate, che solo il senso di responsabilità delle Associazioni ha permesso fino ad ora di contenere ed incanalare in una prospettiva di confronto democratico.

Ed invece, ad otto mesi dalla firma di quel protocollo, la promessa di un percorso condiviso di lavoro comune per disinnescare i motivi strutturali del conflitto, ad iniziare dalla questione dei costi minimi, non solo non è stata mantenuta; ma le comunicazioni tra Governo e mondo associativo si sono inopinatamente interrotte.

E questo è tanto più preoccupante se è vero che, con la decisione della Corte di Giustizia UE del prossimo 4 settembre, il settore rischia di tornare ad espolodere senza che- come il Governo si era formalmente impegnato a fare –   si sia in alcun modo provveduto a mettere in campo una proposta di superamento concordato del nodo dei costi minimi, ricercando una modalità con cui tenere assieme autonomia imprenditoriale delle aziende di trasporto e garanzia di un ristoro dei  costi incomprimibili della sicurezza.

Costi che, lo ricordiamo, esse devono pagare per assicurare al Paese ed agli utenti della strada un servizio efficiente, non inquinante, sicuro e rispettoso della dignità dei lavoratori che lo realizzano. Ma che non per questo vogliono dire, per l'autotrasporto, l'ottenimento dimaggiori profitti ed anzi, spesso, neppure servono ad assicurare l'equilibrio dei conti economici di chi la vezione la fa davvero, con i propri camion, e non si limita soltanto a commissionarla.

Quel che poi particolarmente stupisce, è che neppure sulle questioni di minor conto si registrano passi in avanti.

Come se, presi unicamente dalle "grandi questioni strategiche", Renzi ed i suoi Ministri abbiano dimenticato che per un qualsiasi Governo è essenziale il mandare avanti anche misure più limitate, ma essenziali per chi, come i trasportatori italiani, le attende ormai da troppo tempo.

Per questo le Associazioni hanno preso carta e penna ed hanno indirizzato al Governo una sorta di ultimatum: o a Piazza della Croce Rossa ci si torna a dare rapidamenteb una mossa oppure sarà inevitabile che lo stato di agitazione torni a infiammare il settore e che l'autunno torni a vedere gli autotrasportatori italiani difendere, con i mezzi i più efficaci, le prospettive di salvezza e di sviluppo delle proprie aziende.

 

Allegato – 1 – La lettera unitaria inviata al Governo dalle Associazioni del trasporto merci

[File allegato] Allegato – 2 – le proposte al Governo sulle misure immediate da realizzare con un Decreto legge

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