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INPS: arrivano chiarimenti per i trattamenti di integrazione salariale

INPS: arrivano chiarimenti per i trattamenti di integrazione salariale

27 Agosto 2020

Con messaggio n.3131 del 21 agosto 2020, l’INPS ha comunicato le prime indicazioni operative per l’accesso ai trattamenti di sostengo al reddito decorrenti dal 13 luglio al 31 dicembre 2020.

In merito alla possibilità riconosciuta ai datori di lavori (introdotta con il “decreto agosto”) di richiedere ulteriore 18 settimane complessive di trattamento di integrazione salariale, l’INPS ha chiarito che questo periodo deve essere differenziato in due gruppi da 9 settimane, per i quali:

  • Il primo gruppo può essere chiesto senza particolari condizioni se non, ovviamente, quella dell’arco temporale entro cui opera il trattamento, che va dal 13 luglio al 31 dicembre 2020;
  • le ulteriori 9 settimane, invece, possono essere richieste solamente dopo aver raffrontato il fatturato del primo semestre 2020 e quello del corrispondente periodo del 2019, tenuto conto che in base al calo di fatturato si determina l’eventuale versamento di un contributo addizionale che viene determinato come di seguito:
    • aliquota del 18% per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato nel raffronto tra il primo semestre 2020 e il primo semestre 2019;
    • aliquota del 9% per i datori di lavoro che, nel primo semestre 2020, hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20% rispetto a quello del corrispondente semestre del 2019;

Per l’invio delle richieste riguardanti questa seconda ipotesi l’INPS dovrà fornire, con un successivo messaggio, delle ulteriori istruzioni.

Non è previsto, invece, alcun contributo addizionale per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%, o che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019.

Per quanto attiene i termini di decadenza scaduti entro il 31 luglio scorso per l’invio delle domande di accesso ai trattamenti e per la trasmissione dei dati necessari per il pagamento, è stato previsto il differimento degli stessi alla data del 31 agosto 2020.  Allo stesso modo, i termini di invio delle domande di accesso ai trattamenti e di trasmissione dei dati occorrenti al pagamento che, in applicazione della disciplina ordinaria, si collocano tra il 1° e il 31 agosto 2020, sono stato differiti al 30 settembre 2020.

Parimenti, anche le domande di trattamenti con inizio della sospensione o riduzione dal 1 a 12 luglio, possono essere trasmesse entro il 30 settembre 2020.

Con messaggio n.3121 del 18 agosto 2020, invece, l’Istituto ha comunicato di aver proceduto ad assegnare d’ufficio alla corretta procedura gestionale, le domande di proroga relative alla CIG in deroga per le aziende plurilocalizzate, presentata in maniera errata prima del 24 luglio scorso. Questa operazione consentirà di conservare, nei casi possibili, gli effetti delle domande errate e, allo stesso tempo, evitare che le stesse debbano essere annullate e ritrasmesse dalle aziende medesime.

In presenza di domande che riportano lo stesso periodo, ore e lavoratori, la struttura territoriale competente dell’Inps provvederà a contattare l’azienda per verificare quale sia la domanda da autorizzare.

Qualora sia già stato emesso un provvedimento di reiezione però non è possibile sanare le domande, e sarà dunque necessario che l’azienda presenti una nuova istanza.

In materia di aziende plurilocalizzate, l’INPS, con messaggio 3144 del 25 agosto 2020, ha introdotto alcune novità per quanto concerne le richieste di trattamento della Cass integrazione in deroga, fornendo così indicazioni sulle modalità operative da seguire per ottenere il trattamento.

Più nel dettaglio, l’INPS riprendendo le novità normativa introdotte dal “decreto rilancio”, ha chiarito che, al fine di semplificare le procedure di accesso alle istanze di Cassa Integrazione in deroga, le aziende plurilocalizzate possono accedere ai trattamenti di competenza dell’Inps (ulteriori 5 + 4 settimane) in presenza di un provvedimento di autorizzazione riferito alle sole 9 settimane precedenti previste per il territorio nazionale. Questa precisazione si è resa necessaria poiché la precedente circolare Inps n. 86/2020 aveva specificato che le aziende con unità produttive site nei comuni delle zone rosse e gialle, prima di poter richiedere il trattamento in deroga direttamente all’Inps, dovevano completare il periodo di competenza regionale che può avere una durata di ulteriori 13 settimane per le zone rosse e 4 settimane per le zone gialle.

Proprio per questo l’istituto, prima di procedere all’autorizzazione dell’istanza, doveva verificare la presenza di autorizzazione di 22 settimane complessive per le zone rosse, 13 settimane per le zone gialle e 9 settimane per il resto dell’Italia.

Con questo messaggio, l’INPS ha invece chiarito che per accedere alle ulteriori 5 settimane è sufficiente l’autorizzazione delle prime 9 settimane, anche se le unità interessate siano situate nelle zone rosse e gialle.

Infine, con un comunicato stampa apparso sul proprio sito istituzionale, l’INPS ha chiarito che, in merito alla possibilità di richiedere all’Inps l’anticipazione del 40% del trattamento di cassa integrazione, tale facoltà è estesa anche ai trattamenti di cui al decreto in oggetto

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