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Inizia la fase sperimentale di verifica sulla regolarità delle imprese

Inizia la fase sperimentale di verifica sulla regolarità delle imprese

27 Luglio 2015

 

Ciò è tanto più importante in quanto il committente – il produttore o il destinatario della merce, ma anche, in molti casi, il primo vettore – è direttamente corresponsabile – per la legge – delle conseguenze derivanti dall’affidamento del trasporto ad una impresa irregolare (che è, ribadiamo, cosa diversa dall’affidamento del servizio ad una impresa abusiva)

In questo quadro, al Comitato Centrale per l’Albo è stato affidato il compito di effettuare una verifica su tutte le imprese iscritte per attestarne la regolarità, utilizzando a tal fine le banche dati in possesso della pubblica amministrazione.

In particolare al C.C. spetta il compito di “verificare l’adeguatezza e regolarità delle imprese iscritte, in relazione alle modalità concrete di svolgimento dell’attività economica ed alla congruità fra il parco veicolare e il numero dei dipendenti autisti, nonché alla regolarità della copertura assicurativa dei veicoli, anche mediante l’utilizzazione dei dati presenti nel CED presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dei collegamenti telematici fra i sistemi informativi dell’INAIL, dell’INPS e delle camere di commercio”, oltre che “svolgere attività di controllo sulle imprese iscritte, al fine di garantirne la perdurante e continua rispondenza ai requisiti previsti per l’esercizio della professione come definiti ai sensi del regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009”.

Un compito certamente non facile sia per il numero elevato di imprese da verificare, oltre 130 mila, sia per i tempi, sei mesi, estremamente ristretti assegnati all’albo.

Ulteriore complicazione: dal momento in cui il C.C. avrà attivato il portale che consente di verificare lo stato di regolarità dell’impresa, il committente non ha più l’onere di richiedere al vettore l’esibizione del DURC prima dell’assegnazione del trasporto, per cui non è possibile sbagliare pena pesanti ripercussioni, sia di immagine, che commerciali, che, addirittura, amministrative, su committenti ed imprese.

A tale scopo il Comitato Centrale ha deciso di procedere per stadi.

La delibera 01/2015 assunta all’unanimità dal C.C. dell’Albo la scorsa settimana – con la sola astensione, peraltro non motivata, della CNA FITA – e che provvederemo a rendere disponibile sul sito non appena redatta definitivamente da parte degli Uffici del Comitato Centrale, prevede quindi un periodo di gestione sperimentale che durerà fino al 30 settembre prossimo, in cui l’accesso alla banca dati – provvisoriamente ospitata dal PORTALE DELL’AUTOMOBILISTA – sarà riservato alle sole imprese di autotrasporto.

Previa autenticazione l’impresa avrà la possibilità di verificare la propria posizione e riceverà la segnalazione di eventuali anomalie che dovranno essere sanate (i dati consultabili sono riferiti alla regolare iscrizione alla Camera di Commercio, all’Albo ed al REN, oltre alla regolarità previdenziale ed assicurativa come attestata da INAIL ed INPS).

Se tutto risulterà regolare, l’impresa vedrà accendersi un “semaforo” verde che attesterà la sua regolarità.

In caso contrario si accenderanno una o più spie di colore rosso che determineranno, per l’impresa, l’obbligo di sanare – ove possibile –la sua situazione o di chiarire, con l’amministrazione, l’eventuale situazione di incoerenza tra quanto risultante dal portale e la concreta situazione aziendale.

La procedura evidenzierà il parco veicolare posseduto dall’impresa (con le relative targhe) e la situazione di regolarità assicurativa per come risultante alla banca dati dell’ANIA.

Inoltre – ma questo dato non determinerà conseguenze anche se negativo – se sia stata o meno versata la quota 2015 di iscrizione all’Albo.

Successivamente si implementerà la banca dati mettendo a confronto il numero di veicoli di cui l’impresa dispone ed il numero degli autisti che ad essa risultano in forze secondo il Ministero del lavoro.

Trascorsa la fase transitoria e dato il tempo alle imprese ed alla Amministrazione per superare eventuali incongruenze o differenze di dati detenuti, dal primo ottobre, l’accesso verrà permesso anche alla committenza, anche qui previa autenticazione.

Da quel momento – ovvero, se tutto va bene, dal 1 ottobre, il committente non dovrà più richiedere il DURC al vettore in quanto l’attestazione di regolarità rilasciata dall’Albo contiene anche i dati sulla regolarità previdenziale ed assicurativa.

Qualora il committente non eseguisse la verifica, risponderà in solido con il vettore e gli eventuali subvettori, degli inadempimenti di natura previdenziale, retributiva e assicurativa legati alle prestazioni ricevute durante la vigenza del contratto di trasporto. 

Ovviamente, trattandosi di una operazione assai complessa tutti i membri del Comitato Centrale hanno convenuto sull’esigenza di monitorare attentamente la situazione e di intervenire a risolvere i casi che si dovessero presentare senza che li si fosse previsti.

In particolare, secondo i rappresentanti di Assotir, occorrerà fare attenzione alla situazione dei Consorzi e delle cooperative a proprietà divisa (ovvero costituiti da imprese autonomamente e direttamente iscritte all’Albo), in quanto – come è noto – tali raggruppamenti non effettuano trasporti con i propri veicoli, ma con quelli dei trasportatori soci.

Quindi l’assenza di veicoli, in questo caso, non corrisponde ad una violazione delle condizioni necessarie all’iscrizione al REN e non può portare ad alcun giudizio di irregolarità da parte dell’Amministrazione.

Molte altre sono le questioni che dovranno essere meglio approfondite e disciplinate (personale assunto con contratti di somministrazione, distaccato o comandato; veicoli detenuti a titolo di locazione, ecc.); ma quello che sembra davvero importante è che, finalmente, si è partiti e che, come si dice in questi casi, “indietro non si torna”.

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