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Dopo l’accordo con le Regioni, il Governo vara il D.L 33 “Riparte l’Italia”, cui faranno seguito uno o più D.P.C.M. ed Ordinanze Regionali, con le misure attuative

Dopo l’accordo con le Regioni, il Governo vara il D.L 33 “Riparte l’Italia”, cui faranno seguito uno o più D.P.C.M. ed Ordinanze Regionali, con le misure attuative

17 Maggio 2020

Al termine di una maratona che ha visto il Governo impegnato soprattutto nella definizione e nella stesura del cosiddetto D.L. “Rilancio”, un tomo di 500 pagine che mobilita oltre 55 miliardi e del quale tuttavia a questo momento non è ancora disponibile il testo, così che ci riserviamo quindi di commentarlo più avanti, sono stati approvati due provvedimenti fondamentali per dare concretezza alla cosiddetta Fase 2.

Per giungere a ciò il Governo ha innazi tutto dovuto misurarsi con le posizioni delle Regioni e il primo punto è stato quello di giungere ad un modo di vedere condiviso tra Governo e Regioni e ciò è stato possibile grazie all’accordo che, in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, si è raggiunto e di cui diamo in allegato il testo. Sulla base di tale documento il Governo si è impegnato ad emanare un D.P.C.M.

Anche in questo caso vi è una novità: questo D.P.C.M. con le misure concretamente attuative della Fase 2 – per rispondere alle obiezioni ed alle critiche, che il Governo ha dovuto da più parti subire, circa provvedimenti amministrativi su cui il Parlamento non avrebbe potuto esprimersi – è stato preceduto da un Decreto Legge, il n. 33/2020, che possiamo chiamare “Riparte l’Italia” in quanto fissa le linee generali della nuova fase in cui, con date progressive ma comunque assai ravvicinate, saranno aperte tutte le attività, anche quelle sportive, commerciali e di cura della persona, che fino ad ora erano state interdette a causa del pericolo di una espansione incontrollata della pandemia.

Non che il pericolo sia terminato, tant’è che il D.L. 33/2020 prevede l’obbligo di un monitoraggio giornaliero dell’andamento epidemiologico e si riserva di intervenire con provvedimenti drastici – fino a nuovi lockdown- nelle aree in cui dovessero essere rilevate recrudescenze dell’epidemia o nuovi focolai di Coronavirus.

Il D.L. 33/2020, in sintesi, stabilisce le seguenti disposizioni:

Attività economiche e produttive

Da lunedì 18 maggio potranno riaprire  gran parte delle attività economiche, nel rispetto di quanto previsto dai protocolli o linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni per ciascun settore produttivo, conformemente ai protocolli o linee guida nazionali. Se mancano protocolli regionali, si applicano i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale.

Eventuali limitazioni possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti statali emanati in forma di Dpcm (ex art. 2 D.L. n. 19/2020) o, nelle more di tali provvedimenti, dalle Regioni

Spostamenti all’interno del territorio regionale

Da lunedì 18 maggio gli spostamenti saranno liberi, salvo eventuali limitazioni disposte dallo Stato o dalle Regioni, con riferimento a specifiche aree interessate da un particolare aggravamento della situazione epidemiologica.

Spostamenti tra regioni diverse

Gli spostamenti tra regioni diverse e da e verso altri Stati saranno invece regolati con aperture progressive:

  • fino al 2 giugno 2020: sono vietati gli spostamenti in una regione diversa o da e per l’estero, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute, e ferma restando la possibilità di rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;
  • dal 3 giugno 2020: via libera agli spostamenti tra regioni diverse, salvo limitazioni che potranno essere adottate solo con Dpcm ex art. 2 D.L. n. 19/2020, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree;
  • Spostamenti da e per l’estero: valgono le stesse regole e quindi il via libera scatterà dal 3 giugno. Eventuali limiti potranno essere stabiliti solo con provvedimenti statali anche in relazione a specifici Stati e territori, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico e nel rispetto dei vincoli derivanti dalle norme europee e dagli obblighi internazionali;
  • dal 3 giugno saranno anche possibili gli spostamenti tra la Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le regioni confinanti.

Assembramenti, riunioni, manifestazioni

  • conferma del divieto generale di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico; eventuali riunioni potranno svolgersi nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro.
  • Vietate ancora le manifestazioni, gli eventi e spettacoli culturali, ludici, sportivi e fieristici con presenza di pubblico, i convegni e congressi in luogo pubblico o aperto al pubblico. Essi si potranno svolgere “ove ritenuto possibile sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici” con le modalità stabilite con il successivo D.P.C.M.

Zone rosse e quarantena

  • Ai sindaci è attribuito il potere di chiudere temporaneamente specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico quando sia impossibile assicurare il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro.
  • Per le persone sottoposte alla misura della quarantena con provvedimento dell’autorità sanitaria perché risultate positive al COVID-19, il decreto conferma il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora, fino a quando non sia accertata la guarigione o il ricovero in una struttura sanitaria.
  • L’autorità sanitaria applicherà la quarantena precauzionale alle persone che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di soggetti positivi al virus e agli altri soggetti indicati con i provvedimenti adottati ex art. 2 D.L. n. 19/2020.

Attività didattiche

Il successivo D.P.C.M., adottato ai sensi dell’art. 2 del D.L. n. 19/2020 definirà le modalità di svolgimento e di frequenza delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, della formazione superiore (comprese Università e Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica), e ogni tipologia di corso professionale, master e attività formativa svolti da altri enti pubblici e anche da soggetti privati.

Funzioni religiose

Per lo svolgimento delle funzioni religiose aperte alla partecipazione delle persone, occorrerà rispettare i protocolli ad hoc sottoscritti dal Governo e dalle diverse confessioni religiose, con le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.

20-05-16 – Conferenza Regioni e Province autonome – emergenza covid-19 – fase 2 testo finale condiviso.pdf

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