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GERMANIA: PER GLI AUTISTI STRANIERI QUALCHE ATTENUAZIONE NELL’ACCANIMENTO BUROCRATICO PER DIMOSTRARE IL RISPETTO DEL SALARIO MINIMO
In tutti i casi, a bordo del camion deve esserci la documentazione in lingua tedesca che attesta una di queste tre condizioni, che deve essere mostrata alle Autorità tedesche in caso di controlli su strada.
Resta sempre da comprendere cosa si intenda per retribuzione media: l’IRU segnala, infatti, che ci sonoincertezzesu come valutare il salario minimo,soprattutto perché c’è incertezza se in esso vadano o meno calcolati gli elementi accessori. Le Autorità tedesche sostengono, infatti, che non si possa considerare nel calcolo del salario minimo il rimborso delle spese che, ad esempio nel caso italiano, rappresentano – con il ristoro delle trasferte – una voce non piccola della retribuzione di fatto dell’autista.
Altra questione su cui permaneva un’incertezza era quella di cosa intendere per “missione di servizio” e per “periodo programmato per missioni di servizio”.
Si tratta, come i lettori interessati sanno, di due dati che le Dogane tedesche richiedono siano compilati nel modulo con cui le imprese di autotrasporto devono registrarsi preventivamente all’effettuazione dei trasporti.
Ora, un carteggio tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Italiano e la nostra Ambasciata a Berlino contribuisce a far chiarezza sul punto.
Invitiamo quindi i lettori a esaminare con attenzione i due documenti che alleghiamo.

