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DURC on line: pubblicato in G.U. il decreto, dal 1 luglio si parte.

DURC on line: pubblicato in G.U. il decreto, dal 1 luglio si parte.

7 Giugno 2015

 

Di esso avevamo dato notizia nei giorni scorsi, riferendo come l’INPS si sia attrezzata per far ripartire le operazioni di controllo della regolarità ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi.

Tornando al D.M. ricordiamo come, in pratica,dal 1 Luglio p.v, l’impresa che intenda richiedere il DURC potrà collegarsi al sito internet dell’Inps o dell’Inail per verificare, in tempo reale, la propria regolarità contributiva.

Se la verifica desse esito positivo, verrà generato un documento in formato pdf e non modificabile, che sostituisce a tutti gli effetti il DURC in merito:

a) all’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici, di qualunque genere;

b) alle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici e nei lavori privati dell’edilizia;

c) al rilascio dell’attestazione SOA.

Il DURC on line ha validità di 120 gg. dalla data di svolgimento della verifica, ed è liberamente consultabile tramite le applicazioni che l’INPS e l’INAIL metteranno a disposizione nei rispettivi siti internet (art.7).

Purtroppo nell’articolo 10 del Decreto, che si occupa esplicitamente di “norme di coordinamento”, non è citata quella che – ci riferiamo alle modifiche introdotte nell’art. 83 bis della legge 133/2008 dalla legge di stabilità 2014 – impone al vettore di fornire al committente prova della sua regolarità in tema di soddisfazione degli obblighi contributivi, sia assicurativi che previdenziali.

Allora, se non abbiamo mal interpretato quanto contenuto e quanto non contenuto nel citato articolo 10, potrebbe accadere di assistere –  nel caso (come è possibile) il Comitato Centrale per l’Albo non riesca, entro il 1 luglio, a mettere in linea la prevista “white list” delle imprese in regola – al paradosso che, pur esistendo il DURC “on line”, le imprese di autotrasporto dovranno continuare a inviare ai propri committenti il vecchio DURC cartaceo.

Siamo, peraltro, in fiduciosa attesa di una Circolare ministeriale che sicuramente, come è già avvenuto sinora per numerose altre questioni, faccia chiarezza sulla vicenda sempre al solo scopo di evitare di far gravare sulle imprese oneri inutili e defatiganti.

Nel DURC “on line”, così come definito dal Decreto,  sono riportate:

a) la denominazione o ragione sociale, la sede legale e il codice fiscale del soggetto nei cui confronti è svolta la verifica;

b) l’iscrizione all’INPS, all’INAIL e, ove previsto, alla Casse edili;

c) la dichiarazione di regolarità;

d) il numero identificativo, la data di effettuazione della verifica e quella di scadenza del Documento.

Quanto ai soggetti che possono richiedere il DURC on line, l’art. 1 del D.M. abilita l’impresa per la propria posizione contributiva oppure, previa delega di quest’ultima, chiunque vi abbia interesse.

Infatti, l’art. 6 del D.M prevede che la verifica può essere svolta, per conto dell’interessato, da un consulente del lavoro oppure dai soggetti di cui all’art. 1 della Legge 12/1979 (si tratta, tra gli altri, degli iscritti agli albi degli avvocati, commercialisti, ecc.), e dagli altri soggetti abilitati da norma speciali.

L’accertamento in tempo reale della regolarità dell’impresa, riguarda i pagamenti dovuti all’INPS e all’INAIL per i lavoratori subordinati e per quelli utilizzati con contratto di collaborazione coordinata e continuativa (art. 3 del D.M).

Peraltro, la norma individua dei fatti che non fanno venir meno la regolarità dell’impresa, tra i quali:

– rateizzazioni concesse da INPS e INAIL;

 – sospensione dei pagamenti in forza di disposizioni di Legge;

– presenza di un contenzioso amministrativo o giudiziario;

– crediti affidati per il recupero agli Agenti della riscossione, per i quali sia stata disposta la sospensione della cartella di pagamento o dell’avviso di addebito, a seguito di ricorso giudiziario;

– scostamenti non gravi tra somme dovute e somme versate (sono tali quelle di importo non superiore a 150 €).

In presenza di una irregolarità, l’INPS o l’INAIL invitano via PEC l’interessato (o il soggetto da questi delegato), a sistemare la propria posizione entro i successivi 15 gg (art. 4 del D.M); l’invito impedisce ulteriori verifiche e ha effetto per tutte le interrogazioni intervenute nel predetto lasso di tempo e, comunque, per un periodo non superiore a 30 gg. Qualora la regolarizzazione intervenisse nei predetti 15 gg, il sistema genera il documento in formato pdf attestante la regolarità contributiva dell’impresa; diversamente, l’esito negativo della verifica viene comunicato al soggetto autore dell’interrogazione, con l’indicazione degli importi a debito e delle cause di irregolarità. 

Tra le circostanze che impediscono la regolarità contributiva, l’art. 8 del D.M. prevede le violazioni di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro individuate nell’allegato A del provvedimento, accertate con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi, compreso il patteggiamento.

In questi casi, il godimento dei benefici normativi e contributivi rimane precluso per il periodo di tempo riportato sempre nell’allegato A in corrispondenza dell’irregolarità commessa, essendo irrilevante anche l’eventuale riabilitazione di cui all’art. 178 c.p.

L’inesistenza dei predetti provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi, ovvero il decorso del periodo di tempo specificato nel citato allegato A, deve essere autocertificato dal diretto interessato alla competente Direzione territoriale del lavoro, che effettua delle verifiche a campione.

In via transitoria, la nuova procedura di rilascio del DURC non è applicabile fino al 1 Gennaio 2017 ad una serie di ipotesi indicate all’art. 9 del D.M., nonché quando la verifica on line sia resa impossibile dalla mancanza di informazioni negli archivi informatici di INPS ed INAIL.

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