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Decreto Mezzogiorno, pubblicato il provvedimento in Gazzetta Ufficiale

Decreto Mezzogiorno, pubblicato il provvedimento in Gazzetta Ufficiale

7 Settembre 2017

Tra le altre novità introdotte dal provvedimento vanno segnalati:

  • la proroga dei termini previsti per l’applicazione dell’iper-ammortamento, che è stato esteso anche agli investimenti realizzati entro il 30 settembre 2018 (e non più il 31 luglio 2018), a condizione che, alla data del 31 dicembre 2017, il relativo ordine sia stato accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento degli acconti in una misura pari al 20% del costo di acquisizione;
  • Il beneficio a favore dei giovani imprenditori del Mezzogiorno, denominato “Resto al Sud”, per incentivare la nascita di nuove imprese nelle regioni dell’area del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) tramite l’erogazione di contributi (fino a 50.000 euro) rivolti a giovani di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, che siano ivi residenti o che trasferiscano la loro residenza entro 60 giorni dalla comunicazione di esito positivo dell’istruttoria e che, negli ultimi 3 anni, non siano risultati già beneficiari di ulteriori aiuti a favore dell’imprenditorialità;
  • l’intuizione della nascita delle Zone Economiche Speciali (ZES artt. 4 e 5 del provvedimento), con l’applicazione di benefici fiscali e di semplificazioni amministrative alle imprese localizzate all’interno di tali zone, al fine di promuovere la nascita, lo sviluppo e l’insediamento di nuove attività economiche nelle regioni meno sviluppate (Basilicata, Campania, Puglia, Sicilia) e quelle cosiddette in “transizione” (Abruzzo, Molise, Sardegna), così come definito dall’articolo 90 del Regolamento UE 1303/2013. Successivamente un futuro decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri disciplinerà gli aspetti legati alla creazione e al funzionamento delle ZES che saranno proposte dalle singole regioni ed istituite con un secondo DPCM. Ogni ZES dovrà includere al suo interno almeno un’ Autorità di Sistema Portuale e potrà comprendere anche territori non adiacenti geograficamente. In ogni caso, le regioni prive di un’area portuale nodo della rete Ten T, potranno richiedere la costituzione di una ZES oppure associandosi nella richiesta con un’altra Regione vicina e dotata del previsto scalo oppure associandosi direttamente con un porto esterno ad esse;
  • le misure relative alla classificazione dei rifiuti, con la revisione della premessa contenuta nell’allegato D (elenco dei rifiuti) del Dlgs 152/2006, la quale ora chiarisce che la classificazione degli stessi deve avvenire applicando la decisione 2014/955/UE e il Regolamento 357/2014/UE, armonizzando così la normativa nazionale con quella comunitaria.
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