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Il DPCM 10/04/2020 avvia la fase delle riaperture delle attività economiche. Per la logistica c’è il via a spedizioni e ricezione delle merci prodotte o acquistate prima del 22/03/20
Il Governo ha emanato, lo scorso 10 aprile, un nuovo DPCM con cui vengono modificati gli elenchi delle attività che – fermo il rispetto delle misure di sicurezza, di protezione individuale e di distanziamento sociale – possono riprendere le attività a partire da oggi, 14 aprile.
Resta ferma – e già sono numerose le Regioni che hanno deciso in tal senso – la possibilità delle Regioni di variare, in modo più restrittivo, l’elenco delle attività che possono essere riaperte.
Si tratta, con l’estrema prudenza che ha caratterizzato ormai da settimane l’operato del Governo – di un primo segnale che si sta, pian piano, imboccando la strada verso la cosiddetta “Fase 2” quella cioè della tanto auspicata ripresa economica.
Per il settore è di prticolre rilievo la disposizione, contenuta nel punto 12 dell’art. 2 del DPCM.
Da oggi, infatti, i magazzini delle imprese di produzione potranno pertanto spedire e/o accogliere le merci acquistate o prodotte entro il 22 marzo, ossia il giorno della chiusura nazionale.
Il testo infatti prevede che: “È consentita, previa comunicazione al Prefetto, la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture”.
Tale formulazione dovrebbe consentire, quindi, alle imprese di perfezionare operazioni avviate prima della sospensione, come ordini di materie prime e semilavorati per la produzione o consegne di prodotti finiti e depositati presso l’azienda, evitare ulteriori spese di deposito temporaneo presso terzi di materiali in arrivo e pagamenti di penali per prodotti finiti e non consegnati, ma anche di impostare la ripresa della produzione.
Di fatto, migliaia di container giacenti presso porti o interporti interni potranno essere svincolati con conseguente approvvigionamento delle scorte.

