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CONFTRASPORTO, FIPE e FIGISC insistono: le aree di sosta devono poter fornire, in sicurezza ma senza impedimenti, i propri servizi di ristoro agli autotrasportatori
Conftrasporto, FIGISC (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti) e FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) hanno inviato una lettera congiunta- che riportiamo in allegato, indirizzata ai ministri dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli, dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e del Turismo Dario Franceschini per chiedere un intervento urgente che, nel rispetto di tutte le necessarie prescrizioni igienico-sanitarie, possa garantire l’apertura degli esercizi di ristoro posti nelle aree di rifornimento situate, anche, sulle reti stradali nazionali e regionali.
ASSOTIR, parte integrante di CONFTRASPORTO, non può che augurarsi il successo della nuova iniziativa assunta con i colleghi delle altre Federazioni di Confcommercio, ricordando che questa è una richiesta che è stata avanzata dalle Associazioni dell’autotrasporto, unitariamente, al Ministro dei Trasporti ed al Ministro della Salute già con la lettera dello scorso 30 marzo senza ottenere, ad oggi, alcuna risposta.
Nel frattempo, la situazione si è persino ulteriormente ingarbugliata per le scelte – confuse e contraddittorie – che a livello regionale e dei singoli Enti locali si è venuta assumendo.
Siamo arrivati, infatti, all’assurdo che persino chi gestisce le Aree di sosta, specificamente costruite per i veicoli pesanti con il contributo dell’Albo dell’Autotrasporto, sia costretto a lesinare l’accesso ai servizi essenziali, alle decine di autisti che, in ogni ora del giorno e della notte, fermano i propri veicoli nelle piazzole attrezzate di queste aree, per effettuare, in sicurezza, le interruzioni nella guida o le soste di fine periodo giornaliero di impegno.
Quindi sì alle soste obbligatorie, prescritte da quel Regolamento 561/2006 che in Italia, a differenza della maggioranza degli altri Paesi UE, non si è ritenuto di dover derogare, ma no ai servizi necessari a farle trascorrere in modo civile alle migliaia di autisti che tutti i giorni assicurano l’approvvigionamento di derrate alimentari e merci indispensabili per la produzione di quelle industrie rimaste attive in questi mesi di lockdown.
Non ci sembra, francamente, un modo efficace di convincere i giovani che la professione di autista di veicoli industriali sia una scelta che valga la pena di compiere, a dispetto di quanto, anche investendoci sopra diversi milioni, si va sostenendo in ogni occasione.
20-04-29 – Lettera Conftrasporto-Figisc-Fipe per riapertura aree di sosta non autostradali.pdf

