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Composizione negoziata: un  nuovo strumento per contrastare le crisi d’impresa e favorire il risanamento aziendale

Composizione negoziata: un nuovo strumento per contrastare le crisi d’impresa e favorire il risanamento aziendale

10 Settembre 2021

E’ stato pubblicato nelle scorse settimane, sulla Gazzetta Ufficiale, il Decreto legge 24 agosto 2021, n. 118 recante le “Misure urgenti in materia di crisi d’impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia”.

Con l’emanazione del Decreto legge, il Governo ha ritenuto necessario introdurre nuove misure di supporto alle imprese per consentire loro di contenere e superare gli effetti negativi derivanti dall’emergenza epidemiologica da SARS-CoV2.

È stata infatti avvertita l’urgenza non solo di prevedere strumenti che incentivino le imprese ad individuare alternative percorribili ai fini della ristrutturazione o del risanamento aziendale, ma anche di intervenire sugli istituti di soluzione concordata della crisi per agevolare l’accesso alle procedure alternative rispetto al fallimento.

IL D.L., composto da ben 29 articoli, prevede:

RINVIO DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL CODICE DELLE CRISI D’IMPRESA.

si stabilisce il rinvio al 16 maggio 2022 dell’entrata in vigore del codice della crisi d’impresa, per adeguarne gli istituti alla direttiva 2019/1023, anche se la normativa entrerà, comunque, in vigore, come previsto dall’art. 1, il 16 maggio 2022;

COMPOSIZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI D’IMPRESA

Il D.L. introduce l’istituto della “composizione negoziata della crisi”, che rappresenta un nuovo strumento di ausilio alle imprese in difficoltà finalizzato al loro risanamento. Si tratta di un percorso di composizione, esclusivamente volontario e caratterizzato da assoluta riservatezza. Esso potrà essere utilizzato solo nella misura in cui sia ragionevolmente possibile risanare l’impresa.

Rispetto a quanto previsto dal Codice della crisi d’impresa, il D.L. prevede un percorso più strutturato, adeguato alle mutate esigenze e meno oneroso, con il quale si intende agevolare il risanamento di quelle imprese che, pur trovandosi in condizioni disquilibrio patrimoniale o economico-finanziario tali da rendere probabile la crisi o l’insolvenza, hanno le potenzialità necessarie per restare sul mercato.

Per accedere alla composizione negoziata non vengono richiesti requisiti dimensionali in quanto è concepita con strumento utilizzabile da tutte le realtà imprenditoriali iscritte al registro delle imprese, comprese le società agricole.

Le trattative hanno natura riservata proprio perché sono funzionali alla ricerca di una soluzione di risanamento e non a fornire ai creditori o al mercato informazioni sulla situazione patrimoniale e finanziaria dell’imprenditore.

La norma prevede ‒ nei casi in cui lo squilibrio economico o patrimoniale dell’impresa da cui può generarsi la crisi o l’insolvenza venga valutato ancora ragionevolmente reversibile ‒ la possibilità per l’imprenditore commerciale o agricolo di chiedere alle associazioni camerali dell’ambito territoriale, in cui ha sede la sua impresa, la nomina di un esperto indipendente.

Gli esperti potranno essere scelti tra:

  • gli iscritti da almeno cinque anni all’albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili;
  • gli iscritti da almeno cinque anni all’albo degli Avvocati che documentano di aver maturato precedenti esperienze nel campo della ristrutturazione aziendale e della crisi d’impresa;
    • gli iscritti da almeno cinque anni all’albo dei Consulenti del Lavoro che documentano di avere concorso ‒ almeno in tre casi ‒ alla conclusione di accordi di ristrutturazione dei debiti omologati o di accordi sottostanti a piani attestati o di avere concorso alla presentazione di concordati con continuità aziendale omologati.
    • Possono inoltre essere inseriti nell’elenco coloro che, pur non iscritti in albi professionali, documentano di avere svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in imprese interessate da operazioni di ristrutturazione concluse con piani di risanamento attestati, accordi di ristrutturazione dei debiti e concordati preventivi con continuità aziendale omologati, nei confronti delle quali non sia stata successivamente pronunciata sentenza dichiarativa di fallimento o sentenza di accertamento dello stato di insolvenza.

All’imprenditore, quindi, si affiancherà un esperto, terzo e indipendente e munito di specifiche competenze, al quale è affidato il compito di agevolare le trattative con i creditori necessarie per trovare la soluzione migliore a superare la crisi.

Soluzione che può consistere anche nel trasferimento dell’azienda o di alcuni rami della stessa.

L’esperto, una volta nominato e accettato l’incarico, convoca l’imprenditore per verificare la sussistenza di una concreta prospettiva di risanamento. Se l’esperto non ravvisa la presenza degli estremi necessari per risanare l’impresa lo comunica subito all’imprenditore e al segretario della Camera di Commercio.

L’incarico dell’esperto deve considerarsi concluso se, una volta trascorsi 180 giorni dalla nomina, le parti non hanno trovato, anche dopo una proposta dell’esperto, una soluzione per superare la situazione di crisi (art. 5 comma 7).

L’accesso alla composizione negoziata avviene per mezzo di una piattaforma unica nazionale telematica, che sarà disponibile a partire dal 15 novembre 2021. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto ed a seguito della pubblicazione di un decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, sulla piattaforma verrà resa disponibile una lista di controllo particolareggiata, adeguata anche alle esigenze delle micro, piccole e medie imprese, che contiene indicazioni operative per la redazione del piano di risanamento e un test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento accessibile da parte dell’imprenditore e dei professionisti dallo stesso incaricati.

In particolare, l’imprenditore dovrà inserire nella piattaforma:

  • i bilanci degli ultimi tre esercizi, se non già depositati presso l’Ufficio del Registro delle imprese, mentre per quanto riguarda gli imprenditori che non sono tenuti al deposito dei bilanci, è necessario inserire le dichiarazioni dei redditi e dell’IVA degli ultimi tre periodi di imposta, nonché una situazione patrimoniale e finanziaria aggiornata a non oltre 60 giorni prima della presentazione dell’istanza;
  • una relazione chiara e sintetica sull’attività in concreto esercitata recante un piano finanziario per i successivi 6 mesi, oltre alle iniziative industriali che l’imprenditore intende adottare;
  • l’elenco dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti scaduti e a scadere nonché la specificazione di diritti reali e personali di garanzia;
  • una dichiarazione sulla pendenza di ricorsi per la dichiarazione di fallimento o per l’accertamento dello stato di insolvenza;
  • il certificato unico dei debiti tributari ex art. 364, comma 1, del D.lgs 12 gennaio 2019, n. 14;
  • la situazione debitoria complessiva richiesta all’Agenzia delle Entrate-Riscossione;
  • il certificato dei debiti contributivi e dei premi assicurativi di cui all’art. 363, comma 1, del D.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, ovvero, se non disponibile, il DURC;
  • un estratto delle informazioni presenti nella Centrale dei rischi gestita dalla Banca d’Italia non anteriore a 3 mesi rispetto alla presentazione dell’istanza

Importanti sono anche le novità riguardanti gli altri soggetti interessati alla soluzione della crisi: banche, creditori e lavoratori dell’impresa.

  • Per le Banche si stabilisce l’obbligo di partecipare attivamente alla trattativa, rispondendo in modo motivato e dettagliato alle proposte che verranno man mano avanzate per il superamento della crisi.
  • Analogamente i lavoratori dovranno essere coinvolti – e nel caso di imprese con più di 15 dipendenti lo saranno obbligatoriamente – per il tramite delle Organizzazioni sindacali

Il D.L., peraltro, in un’ottica di semplificazione, prevede un ampio ventaglio di soluzioni alternative anticrisi che l’impresa potrà adottare a seguito della “composizione negoziata”, quali:

  • contratto, con uno o più creditori, che consente l’accesso a misure premiali di carattere fiscale (rateizzazione in sei anni delle imposte non versate non iscritte a ruolo, sanzioni ridotte, riduzione interessi sui debiti tributari), a condizione che sia idoneo ad assicurare la continuità aziendale per un periodo non inferiore a 2 anni;
  • convenzione di moratoria;
  • accordo sottoscritto dall’imprenditore, dai creditori e dall’esperto, con modalità semplificate, che produce gli effetti di un piano attestato di risanamento (con esclusione dall’azione revocatoria);
  • omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti (ai sensi degli articoli 182-bis, 182-septies e 182-novies del R.D. n.267/1942). I

In alternativa a tali soluzioni, l’imprenditore potrà comunque:

–    predisporre il piano attestato di risanamento di cui l’art.67, co.3, lett. d, del R.D. n. 267/1942;

–    proporre la domanda di concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio (di cui all’art.18 dello stesso D.L. 118/2021);

–    accedere ad una delle procedure disciplinate dal R.D. n.267/1942, dal decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270 o dal decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39. Piano di risanamento e test di solvibilità (art.3, co.1 e 2)

Vengono inoltre, previsti interventi di accompagnamento mirati a prorogare o estendere misure emergenziali già in essere, tra cui:

  1. a) la proroga al 31 dicembre 2022 del termine entro il quale è possibile depositare l’atto di rinuncia al concordato preventivo cd.in bianco per la predisposizione di un piano attestato di risanamento (ex art. 67, comma 3, lettera d) della legge fallimentare;
  2. b) in sede di concordato con continuità, applicazione per l’intero periodo di emergenza sanitaria del termine massimo di 120 giorni per il deposito di proposta, piano e relazione del professionista indipendente anche in pendenza di istanza di fallimento.

RINVIO AL 31 DICEMBRE 2023 DEL TITOLO II SULLE MISURE DI ALLERTA

Misura assunta proprio per sperimentare l’efficacia della composizione negoziata e rivedere i meccanismi di allerta contenuti nel codice della crisi d’impresa.

DISPOSIZIONI IMMEDIATAMENTE OPERATIVE RIGUARDANTI ANCHE ISTITUTI GIÀ CONTEMPLATI DAL CODICE DELLA CRISI

  • Modalità di adesione alla proposta di transazione fiscale: si applicherà alla «mancanza di adesione» degli enti interessati (e non più alla «mancanza di voto» come da precedente formulazione) che dovranno esprimersi entro 90 giorni dal deposito della proposta di soddisfacimento;
  • Modifiche a concordato e accordi di ristrutturazione: Permetterà di effettuare modifiche sostanziali del piano e degli accordi:
  • prima dell’omologazione è necessario un nuovo via libera dei creditori;
  • dopo l’omologazione le stesse modifiche devono assicurare l’esecuzione degli accordi. In entrambi casi è necessario il rinnovo dell’attestazione del professionista;
  • Tutele dei lavoratori: Il tribunale potrà autorizzare il pagamento delle retribuzioni dovute perle mensilità antecedenti al deposito del ricorso per concordato, ai lavoratori addetti all’attività di cui è prevista la continuazione;
  • Accordi ristrutturazione ad efficacia estesa: L’accordo produrrà effetti anche verso i creditori non aderenti appartenenti alla stessa categoria per omogeneità di posizione giuridica e interessi economici. Riguarderà tutte le categorie di creditori (non solo, pertanto, gli intermediari finanziari come nel sistema previgente);
  • Convenzione di moratoria: Consentirà agli imprenditori in stato di pre-crisi di accordarsi con i creditori per dilazione delle scadenze dei crediti, rinuncia agli atti o sospensione delle azioni esecutive e conservative ecc. senza rinuncia al credito vantato. La moratoria varrà anche per i creditori non aderenti della stessa categoria (ai quali andrà datala più ampia informazione);
  • Accordi di ristrutturazione agevolati: viene ulteriormente facilitato il ricorso all’istituto dell’accordo di ristrutturazione poiché viene ridotta la percentuale di creditori consenzienti per l’attuazione dell’accordo proposto dal debitore;
  • Soci illimitatamente responsabili: fatti salvi i patti contrari, gli accordi di ristrutturazione della società avranno efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili;
  • Moratoria biennale nei confronti di creditori privilegiati: viene elevato da uno a due anni l’arco temporale della moratoria per il pagamento dei creditori muniti di privilegio. pegno o ipoteca, prevista in caso di concordato con continuità aziendale;
  • Piano di risanamento attestato: Viene prorogata al 31 dicembre 2022 la possibilità per l’imprenditore di regolare la sua situazione di crisi  con  un  piano  di  risanamento attestato. pubblicato nel registro delle imprese prima del a scadenza del termine concesso dal tribunale;
  • Improcedibilità: viene prorogata al 31 dicembre 2021l’improcedibilità dei ricorsi per la risoluzione del concordato preventivo e la dichiarazione di fallimento nei confronti degli imprenditori che hanno presentato domanda di concordato preventivo omologato dopo il 1° gennaio 2019.

Rimandiamo i nostri lettori alla lettura del D.L. 118 per gli approfondimenti ulteriori sulle misure in esso contenute, ivi incluse quelle in materia di rafforzamento dell’Amministrazione giudiziaria

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