News
Civitavecchia: Cac ed Assotir a Maersk: bene i nuovi traffici, ma ancor meglio la salvaguardia della sicurezza e della professionalità locali

“Voci di corridoio dicono che la società potrebbe portare con sè nuovi trasportatori esterni”, paventa Loffarelli. ”Di certo c’è che non siamo stati contattati in alcun modo e per questo abbiamo deciso di alzare la voce”.
“Che un aumento dei traffici possa premiare anche altri vettori è nell’ordine naturale delle cosei” sottolinea il segretario generale di T.I. Assotir, Claudio Donati nel corso della Conferenza Stampa convocata venerdì scorso a Civitavecchia. “Non vogliamo alzare barricate a favore dei soli trasportatori civitavecchiesi, ma certamente non assisteremo silenti all’esclusione dai nuovi traffici delle imprese di autotrasporto locali, riunite nel Consorzio”
“Anche perchè se Maersk vuole veramente utilizzare altri trasportatori senza alcuna giustificazione che non sia il costo che essi sarebbero disposti a farle pagare, ciò sarebbe inaccettabile: non un mercato, ma una giungla”.
E proprio dalla questione Maersk T,I, Assotir e il Consorzio partono per una riflessione “a 360°” sulla situazione con il Porto.
“Per anni è stato dato per scontato che fossero i trasportatori locali a prendere la maggior parte dei lavori del porto”, ha detto Claudio Donati, “ma ora non è più così. Molte aziende infatti, sgomitano per passare avanti, non offrendo nulla di più che prezzi stracciati”.
“Noi continuiamo a ritenere che quanti abbattono in tal modo i noli non possano farlo rimanendo completamente in regola e rispettando le norme sulla sicurezza e la legalità”.
Molte inchieste in tutt’Italia ci dicono che, purtroppo, l’autotrasporto è un settore in cui facilmente riescono ad infiltrarsi le mafie e cher ciò avviene proprio sbaraglianfdo la concorrenza con prerzzi assolutamente fuori mercato. Allora le committenza, ma anche e soprattutto le Istituzioni, devono scegliere: un conto è avere un’economia sana e competitiva, ma un altro è averne una competitiva perchè dopata”.
Cosa vuole quindi il Consorzio? Semplice, maggiori controlli su tutte le aziende che lavorano al porto, perché va bene perdere per le leggi del mercato, ma solo se i concorrenti sono in regola.
“Le prime chiacchierate informali con le istituzioni locali hanno dato buone speranze”, ha concluso Donati, che auspica la creazione di un tavolo istituzionale in cui trovare soluzioni per un maggiore coinvolgimento delle aziende locali.
“Una questione – questa ” ha concluso il Presidente del Consorzio Sestilio Felli, “che non riguarda solo noi, ma tutto il territorio”.
