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Autotrasporto internazionale: firmato un protocollo tra Associazioni italiane e la turca UND
Lo strumento che potrebbe evitare una “guerra commerciale” e aprire la strada ad una collaborazione di livello avanzato – verificate le condizioni per la sua realizzazione, prima di tutto attraverso un effettivo coinvolgimento delle imprese e dei piccoli trasportatori italiani che gravitano intorno al porto triestino – è quello di giungere alla costituzzione di un raggruppamento misto – tra imprese di diritto italiano, quali che siano i proprietari delle stesse – cui affidare, in condizioni di accettabile equilibrio, il traino dei semirimorchi turchi sbarcati nei porti di Trieste e, eventualmente, in altri approdi dell’alto Adriatico.
“Ora” – ha dichiarato Mauro Sarrecchia che, per T.I. Assotir, ha seguito la trattativa – “occorrerà verificare, nel concreto, se gli autotrasportatori italiani saranno all’altezza della sfida o se invece vorranno continuare a illudersi che basti una resistenza burocratica da affidare al Ministero dei Trasporti per impedire che l’imprenditoria turca non trovi le strade legali per acquisire sempre più peso e capacità contrattuale“.
“Certamente” ha concluso Sarrecchia, “occorre riflettere sul fatto che, al tavolo delle trattative, a fronte delle numerose Associazioni italiane (peraltro, una volta tanto, tutte d’accordo sulle cose da fare), da parte turca vi è la capacità di mettere in campo una sola potente Associazione che, proprio per il fatto di essere unica e fortemente rappresentativa, è in grado di condizionare pesantemente le decisioni di politica economica e commerciale del Governo turco molto più di quanto la frantumazione del fronte italiano della rappresentanza è in grado di pesare nelle scelte e nelle decisioni che i Ministeri degli Esteri e dello sviluppo economico vanno assumendo sulle questioni dell’interscambio commerciale italo-turco“.

