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ATP: nel mondo chiuso degli esperti si apre qualche crepa. E’ davvero aria nuova o solo ammuina?

ATP: nel mondo chiuso degli esperti si apre qualche crepa. E’ davvero aria nuova o solo ammuina?

20 Aprile 2015

Certo è che il settore è oggi regolato da un nuovo Decreto, emanato dal Ministro lo scorso 29/12/2014 e solo lo scorso 1 aprile 2015 pubblicato, finalmente, in Gazzetta Ufficiale.

Il D.M. si preoccupa, per prima cosa, di allargare la rosa dei requisiti necessari per poter concorrere alla nomina ad esperto.

Ai precedenti requisiti:

a1)  diploma di laurea in ingegneria conseguito a seguito di corso di studi di almeno cinque anni, ovvero laurea specialistica corrispondente, secondo la tabella di equiparazione di cui al decreto interministeriale 5 maggio 2004 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21 agosto 2004, n. 196);

a2)  laurea magistrale in ingegneria di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca, 16 marzo 2007 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 luglio 2007, n. 157, supplemento ordinario n. 155), ovvero laurea corrispondente ai sensi del decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 599, (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 gennaio 2000, n. 2) e successive modificazioni ed integrazioni;

a3)  laurea triennale in ingegneria;

a4)  diploma di perito tecnico industriale.

ed alla abilitazione all’esercizio della professione, si affiancano, ora, anche il possesso dei medesimi titoli di studio ottenuti con il superamento del corso di laurea in architettura.

Il decreto modifica anche le procedure di esame per la nomina ad esperto, sia per la parte relativa alla presentazione della domanda di partecipazione alla prova di idoneità:

  • La domanda di partecipazione dovrà essere compilata utilizzando la procedura informatica disponibile sul sito del Dipartimento dei trasporti terrestri;
  • La procedura di compilazione e l’invio on line della domanda dovranno essere effettuate entro il termine perentorio di trenta giorni che decorre dal giorno successivo a quello di pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie Speciale Concorsi ed Esami;
  • l’Amministrazione effettuerà idonei controlli sulla veridicità delle dichiarazioni rese:

La stessa prova di idoneità, sempre basata sugli argomenti di cui all’allegato 1 al decreto ministeriale 24 ottobre 2007, si intenderà superata se la votazione ottenuta sarà almeno pari a 7/10.

Ma, proprio in previsione di un accesso notevole di candidati ad un mercato rimasto chiuso per decenni, il nuovo Decreto prevede che la prova potrà essere preceduta da una prova preselettiva qualora il numero delle domande di partecipazione presentate sia superiore a 250.

Anche la preselezione si riterrà superata con una votazione di almeno 7/10.

Ma quella che appare essere una vera e propria “svolta” nel settore è data dalla previsione contenuta nel nuovo Decreto, della soppressione della “clausola di salvaguardia” per cui l’esperto, ottenuta la nomina, poteva operare in non più di tre locali di prova, dei quali almeno due ricadenti nel territorio di competenza di una medesima Direzione Generale Territoriale.

Ciò, che a prima vista potrebbe sembrare una ulteriore rottura del mondo finora troppo ingessato del settore, rischia invece di determinare una situazione in plateale contraddizione coni propositi di apertura al nuovo del Decreto.

La cessazione dei limiti di sedi e di aree territoriali, infatti, può aprire la strada ad una vera e propria concentrazione oligopolistica del mercato.

I vecchi e già consolidati “esperti” potranno infatti far valere la propria conoscenza ed esperienza professionale, accaparrandosi ulteriori spazi oltre quelli già oggi di loro esclusiva pertinenza e relegare ai margini le velleità di ingresso dei nuovi soggetti.

Salvo che non si scateni una corsa al ribasso selvaggio delle parcelle, che, in questo, come in molti altri campi, non va quasi mai d’accordo con il mantenimento della qualità operativa dei professionisti.

Vedremo nei prossimi mesi. Che non è affatto detto siano pochi, visto che per ora ci sono le regole, ma non c’è traccia di indizione delle prove.

Per queste c’è da attendere che, con la calma e la ponderazione necessaria, siano rese note dal Dipartimento per i trasporti terrestri mediante avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. 

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