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Arrivano “a babbo morto” le sentenze del TAR del Lazio sui costi minimi
Ricorsi non tutti uguali fra loro, in quanto alcuni si limitavano a chiedere l’annullamento delle Delibere dell’Osservatorio ed altri, invece, tutte le deliberazioni sui costi minimi comunque emanate, incluse quelle assunte dalla Direzione Generale del Trasporto Stradale e dell’Intermodalità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, cui, dopo l’abrogazione della Consulta, era stato assegnato il compito – che peraltro mantiene anche oggi, sia pure a solo titolo di riferimento – di pubblicare i costi di esercizio delle imprese di autotrasporto per conto di terzi.
E anche le sentenze sono, a ben guardare, diverse, anche se tutte partono dall’assunto che “La citata sentenza della Corte di Giustizia ha, pertanto, accertato il contrasto dell’art. 83 bis d. l. n. 112/2008 con l’art. 101 TFUE e la conseguente violazione del principio di concorrenza tutelato dalla disposizione comunitaria“.
Non intendiamo commentare le sentenze (e le loro differenze) in questa sede, ritenendo che sia neccessario dedicare ad esse tutta l’attenzione che meritano, sia sul piano politico che, soprattutto, su quello più squisitamente giuridico per gli effetti che possono eventualmente riverberarsi sulle azioni di rivalsa in corso o, eventualmente, da intraprendere.
Ci limitiamo quindi, per il momento, ad offrirle tutte alla lettura dei visitatori del nostro sito, augurandoci che risultino per loro interessanti come le giudichiamo noi.

