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Anna Vita Manigrasso: il mio augurio per il 2015 è che si sappia ritrovare unità e compattezza nella difesa degli interessi dell’autotrasporto
Cari colleghi ,
come ben sapete il 5 settembre scorso la Corte di Giustizia Europea si è espressa in maniera negativa in relazione ai "Costi minimi della sicurezza".
Confindustria e Confetra hanno gridato alla vittoria e fin qui posso capire la loro esultanza, in quanto ,loro rappresentano la controparte dell'autotrasporto.
Quello che mi rimane più complicato comprendere è perché non c'è stata una coesione unitaria da parte di UNATRAS subito dopo che il TAR aveva passato la palla alla Corte di Giustizia Europea?
Perché non si è voluto riunire un tavolo di lavoro tecnico come io in prima persona ho richiesto più volte a nome di ASSOTIR affinché si lavorasse a trovare una forma di tutela per la sicurezza delle piccole e medie imprese dell'autotrasporto italiano? Perché non ci siamo creati questo salvagente che salvaguardasse le P.M.I. dell'autotrasporto?
Siamo così arrivati alla convocazione del 6 novembre da parte del Ministro Lupi che ci ha presentato un documento con alcuni emendamenti da inserire nella legge di stabilità.
Visto che il documento del Ministro sembrava essere la copia –peggiorata – di quello che a suo tempo Confetra insieme a Confindustria avevano presentato come soluzione per il superamento della legge sui costi minimi, lo abbiamo – tutti – ritenuto inaccettabile.
Ci siamo dovuti riunire ben tre volte in UNATRAS nel tentativo di migliorare quel documento e per salvaguardare gli interessi degli autotrasportatori e se vi devo dire che sono soddisfatta del punto a cui siamo arrivati, dovrei dirvi un'enorme bugia. E’ meglio e più onesto dire che …..si è cercato di salvare il salvabile.
Questo, a mio parere, è il risultato logico di una mancanza di un pensiero coeso e di uno spirito unitario che è venuto a mancare – e non da oggi – all'interno di UNATRAS.
La responsabilità, a mio parere, è prima di tutti della CNA FITA, che invece di lavorare all'interno di UNATRAS per far sì che tutti insieme si riuscisse a tutelare le P.M.I. dell'autotrasporto e salvaguardare i loro reali interessi – ha scelto di portare avanti una sorta di guerriglia individuale, il più delle volte basata sulla ricerca ossessiva ed incomprensibile di ritorni di immagine personale, che ha finito per portare solo disgregazione e danno alle nostre imprese.
Io continuo a rimanere dell'idea che i trasportatori non hanno colore politico e tanto meno sono diversi tra loro a seconda della loro appartenenza ad una o all'altra Associazione.
I loro problemi, anzi i nostri problemi – visto che con le esigenze di mantenere in equilibrio un’azienda di vezione io, come moltissimi altri amici e colleghi, ci combatto quotidianamente – sono tutti più o meno uguali, nascono tutti dalle medesime ragioni e necessitano tutti delle medesime soluzioni.
Sarebbe bene che questo, alcuni esponenti sindacali, anche ai massimi livelli, si affrettassero a comprenderlo.
Altrimenti non ci sarà futuro né per gli autotrasportatori né, a maggior ragione, per le Associazioni che dovrebbero rappresentarli e di cui essi sono, come del resto io stessa, dirigenti.
Nella mia, peraltro breve, esperienza di vita associativa questo è il momento più difficile che stiamo attraversando ed è mia profonda convinzione che da questa crisi generale che ci attanaglia, se non sapremo rimanere uniti e fare scudo tutti insieme, verremo tutti travolti come un fiume in piena quando incontra argini indeboliti o ostacoli che ne aumentano la furia.
E’ con la speranza che questo mio appello all’unità venga accolto e con la certezza che sono in molti, come me, a confidare che si sappia ritrovare rapidamente la necessaria compattezza intorno alla difesa degli interessi vitali dell’autotrasporto italiano, che voglio rivolgere, a tutti voi, l’augurio più sincero per un sereno Natale e nello stesso tempo augurare, a tutti noi, un 2015 migliore.

