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26 aprile 2020: il Governo ha varato il D.P.C.M. di avvio della “fase 2”.

26 aprile 2020: il Governo ha varato il D.P.C.M. di avvio della “fase 2”.

27 Aprile 2020

Il D.P.C.M. annunciato la sera del 26 aprile dal Governo contiene, in oltre 70 pagine – tra testo ed allegati – le indicazioni specifiche relative alla riapertura, il prossimo 4 maggio, delle singole attività produttive e di servizio, dei musei e delle gallerie d’arte, dei servizi di ristorazione, come pure le singole attività dei cittadini che saranno man mano consentite.

Invitando i nostri lettori e le imprese associate a leggerne il contenuto sul nostro sito, ci limitiamo qui a confermare che si tratta di un percorso estremamente prudente, con un calendario che rinvia alcune aperture addirittura a fine giugno (barbieri, parrucchieri, centri estetici) o addirittura a settembre, data che dovremo attendere per la riapertura delle scuole.

Allo stesso modo il D.P.C.M. non consente un ritorno pieno alla mobilità dei cittadini su tutto il territorio nazionale, limitando, in questa fase gli spostamenti privati al solo ambito regionale, e mantiene l’obbligo di dimostrare il rispetto delle norme in tale materia attraverso un’ennesima variante dell’autocertificazione che ciascun cittadino é chiamato a portare con sé.

Né saranno allentate le misure previste per l’ingresso in Italia di chi provenga, anche solo per motivi di lavoro, dall’estero, già definite con precedenti provvedimenti dei singoli Ministeri competenti.

Il D.P.C.M., per la prevenzione dal contagio, oltre a mantenere il divieto di assembramenti e le misure di distanziamento (almeno 1 metro, ma in taluni casi addirittura 2 metri) interpersonale, mantiene l’obbligo di indossare le mascherine in specifici contesti, particolarmente a rischio di contagio. Tuttavia, incoraggia a continuare a proteggersi attraverso il loro utilizzo, prevedendone un prezzo calmierato a 0,50 euro e promettendo che ne sarà presto abolita l’IVA.

Da ultimo, il D.P.C.M. non esclude possibili ritorni a chiusure parziali, sia in termini territoriali che di settori di attività, ove le evidenze epidemiologiche dovessero manifestare un riacutizzarsi della epidemia.

Ma tutto questo le imprese associate ed i nostri lettori potranno leggerlo sul testo del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri pubblicato sul nostro sito

Nelle prossime ore, invece, provvederemo a predisporre e a diffondere una specifica News riguardante le misure che il D.P.C.M. e altri documenti, già peraltro da noi pubblicati, che esso richiama, indicano alle impese come necessari a garantire una ripresa delle attività (o, come nel caso dell’autotrasporto, la loro continuazione) in condizioni di sicurezza dei lavoratori e di prevenzione dei rischi di diffusione dell’epidemia

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