– Editoriale –
Un augurio ed un invito al nuovo Governo da parte dei trasportatori
Definiremo in UNATRAS le linee da portare al confronto con il nuovo Governo e con lo stesso Ministro Toninelli. Auspichiamo che si faccia in fretta, perché le questioni che sono sul tappeto attendono, da troppo tempo, di essere risolte. Non starò a ripeterne l’elenco.
Credo che sia però importante che il cambiamento significhi, nel nostro caso, un’attenzione diversa, cioè maggiore rispetto al passato recente, al mondo dell’autotrasporto. Chiederemo attenzione e rispetto per le circa 80 mila imprese che rappresentiamo, con i loro 20 miliardi di euro di fatturato (si dice circa il 3% del PIL). Chiederemo rispetto per la funzione strategica che l’autotrasporto svolge, al servizio del Paese. Chiederemo un confronto vero, anche duro, se necessario, che finalmente permetta a questo mondo di avere regole chiare per lo svolgimento dell’attività di autotrasporto.
Se chi ha vinto le elezioni non può negare che il suo successo è legato alle grandi sofferenze a cui molte persone e imprese sono state assoggettate dalla crisi economica, analogamente ci aspettiamo che oggi, chiamato a governare, sappia tener conto delle esigenze di un settore, quale è l’autotrasporto, che dalla crisi è stato certamente colpito con durezza e senza sconti portando, come proprio contributo, la scomparsa di circa 20 mila imprese ed una difficoltà strutturale a stare, in maniera dignitosa, in un mercato totalmente deregolamentato, trasformatosi in una giungla.
Quindi, nonostante, alcuni giustificati timori, generati da una campagna elettorale fatta all’insegna della delegittimazione sistematica, noi siamo fiduciosi in un confronto leale ed aperto.
La nostra fiducia nasce dal fatto che, da un lato, non chiederemo la luna, perché non l’abbiamo mai chiesta, e non si capisce perché dovremmo chiederla proprio adesso; dall’altro, siamo certi che il buon senso sia più forte di ogni propaganda, la quale, come è spesso successo, rischia di squagliarsi al sole dell’evidenza delle cose.
Claudio Donati
