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– Editoriale –

Rispetto significa mantenere gli impegni

Rispetto significa mantenere gli impegni

Roma, 10 Luglio 2020

Roma, 10 luglio 2020

Vorrei scusarmi in anticipo con chi avrà la bontà di leggere queste righe se tralascio l’infinità di altre questioni (il caos della viabilità in Liguria e sull’Adriatico, la recente approvazione del pacchetto europeo sulla mobilità, etc) che investono in queste settimane l’Autotrasporto, per venire al punto politicamente nodale su cui siamo impegnati, sia come Assotir che come UNATRAS, da alcuni mesi.

Il 30 giugno è la data entro cui il Governo, tramite la Ministra Paola De Micheli, si era impegnato a fare una proposta, sia sui tempi di pagamento che sui costi minimi di riferimento. Il 30 giugno è passato e non abbiamo visto né l’una cosa né l’altra.

Dobbiamo concentrarci su questo punto (che è la questione centrale delle “regole” da dare a questo settore), senza farci trascinare su altre questioni, pure importanti, col rischio che passi tutto in cavalleria.

Immagino che siano tutti d’accordo nel ritenere che l’atteggiamento di grande responsabilità che il nostro mondo ha tenuto in questi mesi drammatici meriti, innanzitutto, rispetto.

Rispetto significa, nel caso specifico, da parte del Governo, mantenere gli impegni: sia sui tempi che sui contenuti.

Responsabilità e rispetto sono inscindibili: se non c’è l’una, viene a mancare automaticamente l’altro, e viceversa. Costituiscono la base di una società civile. E, in tempi quali quelli che stiamo attraversando, rappresentano la condizione indispensabile per il rilancio, anche economico, del nostro Paese.

È forte la sensazione che ancora una volta il senso di responsabilità sia stato scambiato per debolezza. Non si è voluto capire a quale prezzo si è scelta la strada di mettersi al servizio di un Paese nel dramma. Per questo le risposte mancate o fuori tempo massimo del Governo, a richieste che non costano un euro, risultano particolarmente indigeste.

E, dunque, è molto difficile sfuggire all’idea che ancora una volta la Politica si sia piegata agli interessi delle controparti imprenditoriali dell’Autotrasporto. Siamo proprio alla pacca sulla spalla, che avevamo fortemente sconsigliato di ricevere.

Sempre sperando di essere smentito da qualche news dell’ultim’ora di segno opposto, penso che sia giunto il momento in cui, più che aspettare, dobbiamo prepararci allo scenario che si va delineando, seguendo l’antico detto latino per cui “se vuoi la pace, preparati alla guerra”.

In poche parole, in assenza di fatti nuovi, si deve prendere atto della situazione e decidere quale risposta dare, come categoria, in presenza di impegni, per noi importantissimi, disattesi. Auspicabilmente, una risposta chiara e responsabile, coerente con quanto accaduto e, perciò, non all’acqua di rose.

Assotir è pronta, in attesa della prossima riunione di UNATRAS.

Claudio Donati

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