– Editoriale –
Quando il silenzio fa notizia
È passata sotto silenzio – non sappiamo quanto volutamente – una notizia assai importante, ma che il confronto recentemente ripreso a livello ministeriale sulle Regole tende ad ignorare. Si tratta dell’approvazione definitiva della cosiddetta “Legge di delegazione 2024”, avvenuta pochi giorni fa, che, all’articolo 20, rinnova la delega di 18 mesi al Governo per recepire i Regolamenti europei 1071/2009 e 1055/2020, in materia di disciplina della professione di trasportatore.
Si tratta dello strumento giuridico che introduce il requisito della “proporzionalità di veicoli e personale addetto”, rispetto al proprio fatturato, per l’esercizio dell’attività di Autotrasportatore.
Assotir, su questo, fin dal 2021, ha fatto una battaglia serrata, nonostante resistenze più o meno palesi – in cui i rappresentanti dell’autotrasporto si sono segnalati, rendendo evidente la loro scelta di campo (un invito, al riguardo, ai trasportatori “veri” a darsi una svegliata).
Sottolineiamo che siamo di fronte ad un “rinnovo” di delega, perché la precedente delega, affidata dal Parlamento ad un Governo di colore diverso dall’attuale, non è stata esercitata, né dal primo né dall’attuale. La ragione è del tutto politica: evitare, con ogni mezzo, di toccare le enormi posizioni di rendita generate dalla situazione attuale. Stiamo parlando di qualche miliardo di euro, attualmente nelle tasche di multinazionali del trasporto e della logistica che, con la nuova norma potrebbero trasferirsi, almeno in parte, nei bilanci di chi ci mette per davvero i camion.
Adesso, comunque, il Governo è stato di nuovo autorizzato (e obbligato) dal Parlamento a procedere, con un proprio atto legislativo, all’attuazione della norma sulla proporzionalità.
Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti giace da due anni una bozza di decreto, frutto del confronto avvenuto con le associazioni del settore. Sta ancora lì, perché, nel frattempo era scaduta la delega parlamentare a suo tempo concessa (ci sono voluti 18 mesi per avere il rinnovo della delega!). Ora, finalmente, ci sono tutte le condizioni per un rapido varo del provvedimento, che poi dovrà affrontare l’iter dell’approvazione parlamentare.
Dopodiché, il Ministero emanerà i provvedimenti attuativi, in cui sarà stabilita -nero su bianco – la percentuale massima di fatturato che ogni trasportatore potrà affidare in sub-vezione.
Si tratta di un percorso burocratico molto complesso (spero di essere riuscito a spiegarlo) ma necessario, se si vuole effettivamente dare esecuzione al recepimento delle nuove regole europee, evitando, tra l’altro, allo Stato italiano il rischio della procedura di infrazione in sede europea. I tempi sono strettissimi; non sono permessi ulteriori giri di valzer.
Se l’attuale legislatura, che va a scadenza tra circa 2 anni, non dovesse vedere completato l’approdo indicato, significherebbe che, ancora una volta, i poteri forti l’avrebbero avuta vinta, grazie all’ennesimo inchino ai loro piedi della politica, magari con qualche amico del giaguaro del fronte associativo. Questa è la responsabilità che la politica, a partire dalla maggioranza, si assume, insieme a eventuali baciatori di pantofole, nei confronti di questa categoria. Un’ipotesi, visti i precedenti, che sarebbe ingenuo, al momento, scartare.
Se anche solo una parte di quanto detto risultasse vera sulla portata della posta in gioco, (si accettano tesi contrarie), chiunque abbia la presunzione di rappresentare i Trasportatori “veri” non potrebbe non vedere questo come primo punto all’ordine del giorno del prossimo confronto ministeriale.
Per noi è certamente così, ma altrettanto probabile è che buona parte della rappresentanza del settore troverà almeno altri dieci argomenti da mettere prima della lotta all’intermediazione, proprio per continuare ad evitare di doverlo affrontare.
Sempre pronti a ricrederci, anche se finora non ci è mai capitato, staremo a vedere se almeno stavolta potremo essere smentiti.
Claudio Donati
