– Editoriale –

Fatti concreti e meno burocrazia: la carenza di autisti si risolve così

Fatti concreti e meno burocrazia: la carenza di autisti si risolve così

Roma, 30 agosto 2021

La carenza di autisti è un’emergenza salita agli onori della cronaca nelle ultime settimane, ma molti fattori, da diversi anni, evidenziavano la crescente scarsità di personale idoneo a guidare i camion. Va detto, non è solo un problema italiano.

Le ragioni sono diverse: il mestiere di autista è tra quelli che gli Italiani non vogliono più fare, un po’ come i muratori o i fornai; si è esaurito il flusso di autisti dall’est Europa, che ha alimentato per anni la richiesta di autisti da parte delle nostre imprese; si tratta di un lavoro indubbiamente impegnativo, di sacrificio e di responsabilità personale. A tutto ciò, aggiungo che non sempre questo lavoro viene pagato nel rispetto dei contratti.

Al contrario, esistono solide ragioni per ritenere questa professione come uno sbocco occupazionale dignitoso, sia per giovani che per chiunque si trovi disoccupato: dal trattamento economico (appunto, più che dignitoso) al fascino dell’innovazione tecnologica contenuta all’interno della cabina di un TIR, alla professionalità richiesta per un servizio sottoposto a sempre maggiori livelli di efficienza.

È partendo da questi presupposti che, come Associazione, ci siamo mossi negli ultimi due anni, individuando come interlocutore istituzionale più idoneo l’Ente Regione, in quanto sua è la competenza in materia di lavoro e formazione. Per questo abbiamo avviato un’interlocuzione con diverse Regioni (vedi scheda sul ns sito sulle iniziative in materia).

Dobbiamo dire che, pur apprezzando gli sforzi, al momento non siamo soddisfatti. Anche i risultati ottenuti in qualche realtà (Lazio, Sicilia ad esempio) non ci soddisfano, perché sono spesso risposte parziali e scollegate da qualsiasi progettualità, e quindi difficilmente in grado di creare almeno 20 mila autisti in Italia, con una media di circa 1000 posti a Regione.

La nostra proposta si compone di quattro momenti:

  • Sostegno pubblico (voucher) per favorire l’acquisizione dei titoli professionali (Patenti superiori e CQC), il cui costo rappresenta uno scoglio per molti. E, qui dobbiamo dire che alcune Regioni una risposta, più o meno precisa, la stanno dando;
  • Periodo di prova in azienda (3 mesi) per i neo-patentati, per acquisire la formazione pratica. Al riguardo, pensiamo che sarebbe utile un riconoscimento economico, da parte della Regione, per l’attività formativa svolta dall’impresa;
  • Se l’esito della prova è positivo, assunzione a tempo indeterminato del neo-autista.
  • Intervento presso gli Istituti Tecnici, attraverso un’azione di orientamento rivolta agli alunni dell’ultimo anno scolastico (2 ore), per spiegare le caratteristiche di questa professione, di modo che i giovani studenti possano avere nozione di questo mestiere, ben oltre i cliché attuali.

Abbiamo calcolato che con un contributo di 10/15 mila euro si potrebbe creare un posto di lavoro vero a tempo indeterminato: una cifra irrisoria per un investimento che si sta rivelando ogni giorno di più strategico per il nostro sistema economico.

È chiaro che il confronto con ogni Regione ha una propria specificità e quindi anche declinazioni operative tutt’altro che uniformi. Ma tutte le realtà territoriali hanno in comune la stessa difficoltà, rappresentata dalla lontananza che separa le Istituzioni dalla nostra realtà economica e imprenditoriale.

Noi siamo impegnati per vincere questa sfida, perché non ci possiamo accontentare di piantare una bandierina, per dire di aver fatto qualcosa. Fare le cose a metà, in questo caso, è come aver fatto niente, con l’aggravante di aver speso inutilmente denaro pubblico.

Con grande autonomia e chiarezza, stiamo svolgendo questo confronto con molte Regioni (con altre inizieremo nelle prossime settimane), nella convinzione che questo tema sia di enorme preoccupazione per il nostro settore, ma rappresenti anche un’opportunità irripetibile che questo stesso settore può offrire creando nuovi posti di lavoro. La politica (regionale) in genere vede l’opportunità. Noi lavoriamo per far sì che le buone intenzioni diventino azioni concrete, evitando il pantano delle pastoie della burocrazia.

Per tutto questo sento il bisogno di ringraziare i nostri dirigenti che nelle varie realtà stanno portando avanti questo lavoro prezioso.

Claudio Donati

 

 

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