– Editoriale –

Il contributo all’ART: un balzello intollerabile

Il contributo all’ART: un balzello intollerabile

Roma, 24 marzo 2021

UNATRAS ha di nuovo scritto al Ministro del MIMS (il nuovo acronimo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), ricordando le urgenze del settore. Che ci sia un problema di emergenze (Piano di vaccinazioni, presentazione del Recovery Plan entro fine aprile, decreto “sostegni” appena varato per chi è stato più duramente colpito dalla crisi economica innescata dalla pandemia) è fuori discussione, e certamente l’Autotrasporto non appartiene alla schiera dei furbetti che saltano la fila.

Tuttavia, è netta la sensazione che, più il tempo passa più sembra perdersi la traccia delle questioni rimaste in sospeso con il Governo precedente (dall’Ambiente, al blocco delle Revisioni peri veicoli pesanti, al Tavolo per le Regole sull’Autotrasporto, al Brennero, etc.), mentre ulteriori problemi si aggiungono. Per cui, verrebbe anche da chiedersi perché se, come è logico, il Ministro Giovannini è talmente impegnato, non vengano assegnate le deleghe ai due Viceministri, finora inutilmente nominati.

Diciamo dunque che ci aspettiamo, come UNATRAS, a stretto giro di posta, di essere convocati e di poter riprendere il confronto istituzionale, interrottosi tre mesi fa.

Tra le varie urgenze, comunque, ce n’è una che viene – in ordine di tempo – prima delle altre, e che richiede di intervenire immediatamente, a prescindere da incontri o webinar vari.

A seguito delle recenti pronunce del Consiglio di Stato, le Imprese di Autotrasporto con un fatturato (per il momento) superiore a 3 milioni di euro, devono versare all’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) – entro il 30 aprile prossimo- un contributo pari allo 0,6 per mille del fatturato stesso. Si parte da un importo minimo di 1.800 euro. Una specie di “tassa sul macinato”, che non trova altra giustificazione, se non quella delle necessità di cassa dell’ART.

Così, in un attimo, tutti i riconoscimenti, a parole, alla categoria sono stati cancellati da questo atto.

Se poi aggiungiamo le affermazioni del Primo Ministro Draghi, che nella conferenza-stampa di qualche giorno fa, ha detto che lo Stato, in questo anno, “deve dare e non prendere” da imprese e cittadini, siamo proprio alla beffa.

Per questo occorre un intervento immediato del Governo, quanto meno per rinviare il pagamento della scadenza di aprile di quella che il nostro mondo vive come una gabella intollerabile, per di più in un momento come questo.

Mi permetto di aggiungere un’ulteriore considerazione. Questo Governo è ritenuto dai più – non senza una qualche ragione- una sorta di ultima spiaggia di fronte al rischio, non solo economico, ma forse anche di tenuta democratica del Paese. Questa consapevolezza fa sì che la fiducia sia alta, ma essa si regge sulla coerenza che verrà dimostrata tra le parole e i fatti.

Il richiamo alla coerenza è quello che mi sento di fare al Governo e a tutte le Forze Politiche che lo sostengono. Ciò che è in gioco, dal nostro punto di vista, vale più dell’aggravio economico cui le nostre Imprese vanno incontro. Se all’Autotrasporto – dopo gli infiniti attestati di apprezzamento per il lavoro svolto durante la pandemia – verrà riservato un trattamento da suddito, non potremo non tenerne conto.

Claudio Donati

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