– Editoriale –
Cosa significa, per noi e per l’autotrasporto italiano, l’accreditamento di T.I. ASSOTIR
Nello stesso tempo, il Consiglio di Stato ha intimato al Tar del Lazio di fissare sollecitamente l’udienza per l’esame di merito del contenzioso.
La vicenda costituisce per noi un indubbio motivo di soddisfazione, che vogliamo leggere come un premio ai comportamenti, lineari e determinati nello stesso tempo, tenuti dall’Associazione.
Certamente, la constatazione che ci sia voluta la Magistratura per veder affermato un diritto, che abbiamo ritenuto sempre tale, è una circostanza che non può essere trascurata. In ogni caso, oggi – e questa è la cosa più importante – viene riconosciuto, anche a livello istituzionale, che T.I. Assotir è espressione nazionale di una rilevante realtà imprenditoriale dell’autotrasporto Italiano.
Perciò quest’occasione – in concomitanza, cioè, con l’imprimatur istituzionale – è anche il momento migliore per ribadire con estrema nettezza che l’attuale sistema di misurazione della rappresentatività delle Associazioni risulta inadeguato allo scopo.
Ben lungi dal voler aprire polemiche, riteniamo che occorra guardare in faccia la realtà, per vedere se siamo in grado di proporre qualcosa che superi gli angusti ambiti del “sindacalese”.
In questo senso, pensiamo, e non da oggi, che la partecipazione diretta dei trasportatori nella scelta dei propri rappresentanti possa costituire un criterio addirittura elementare per misurare “chi rappresenta chi”.
Non siamo certo tra i fanatici della democrazia diretta “ad ogni costo”, ma è del tutto evidente che l’autoreferenzialità, da cui è afflitto l’intero sistema della rappresentanza politica ed economica del nostro Paese, può essere contrastata solo dando la possibilità ai diretti interessati di scegliersi chi debba rappresentarli.
Il resto (ivi compreso l’attuale sistema di accreditamento adottato per il rinnovo del Comitato Centrale), anche quando cronologicamente recente, appartiene ad una liturgia “vecchia”, che produce distacco e separatezza tra chi sta di qua e di là del tavolo, incidendo in modo decisivo sulla crisi della democrazia.
Vogliamo sperare, a proposito di innovazione, che ci sia il coraggio di iniziare ad affrontare questi temi anche all’interno del nostro settore.
Ciò detto, non possiamo non ringraziare tutti coloro che, dentro e fuori la nostra Associazione, hanno creduto e sostenuto un progetto, apparso a taluni velleitario e, comunque, oggettivamente “controvento”. Noi traiamo da questa esperienza – oltre a un incoraggiamento diretto – una lezione forse estendibile anche ad altri campi, perché si è dimostrato che c’è spazio anche per progetti “temerari“, con scarsissimi mezzi economici e nessuna copertura – né colleganza – politica, a condizione che esista una certa solidità di valori.
Sarebbe tuttavia una grave contraddizione se dovessimo considerare questo risultato, per quanto importante, come l’”obiettivo” della nostra attività, anziché come uno “strumento”- certamente utile – ma solo uno strumento, attraverso cui rafforzare la nostra azione in difesa dei trasportatori.
L’entrata nel “palazzo” istituzionale ci carica di maggiori responsabilità, ma – per essere chiari – ci toglie anche eventuali alibi (a cui, per la verità, abbiamo fatto assai scarso ricorso), propri di chi sta “fuori dal palazzo”, del tipo: vorrei, ma non posso.
E’ con tale spirito – che nulla ha di rivoluzionario, a meno che come tale non si voglia considerare il tentativo di privilegiare la logica dello stare al servizio dei trasportatori – che ci accingiamo ad intraprendere questa nuova fase della nostra attività associativa.
Con la speranza di trovare sulla nostra strada altri compagni di viaggio, grazie a cui dare maggior forza alle ragioni degli imprenditori dell’autotrasporto, sia in Italia che in Europa.
A questo obiettivo, a mio modesto avviso, deve più che mai puntare Transfrigoroute Italia Assotir, forte di uno strumento in più, quale è, appunto, il riconoscimento appena ottenuto.
Claudio Donati
Segretario Generale
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR
