– Editoriale –

Annotazioni a margine dell’incontro tra Autotrasporto e Governo

Annotazioni a margine dell’incontro tra Autotrasporto e Governo

Ma le prossime due settimane saranno decisive anche, e soprattutto, per le altre due questioni di natura economica che al momento non trovano la copertura finanziaria (circa 100 milioni di euro). Mi riferisco al fondo per incentivare il rinnovo del parco veicolare e la quota di risorse strutturali per la riduzione compensata dei pedaggi autostradali. Ci sono poi altre questioni (rilascio delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali, caos Motorizzazioni per le revisioni, la tassa dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti – ART – (sulle imprese di autotrasporto) al momento non risolte.

Sulla questione ART, direi meglio, lo scandalo ART, UNATRAS ha deciso di procedere unitariamente sul terreno del ricorso in tribunale e, visti i precedenti, è molto probabile una nostra vittoria.

Diciamo che, se le cose dovessero restare come sono oggi, il nostro giudizio non potrebbe essere positivo, pur apprezzando l’impegno personale del Vice Ministro Rixi. Sarebbe la conferma che, complessivamente, anche questo Governo mantiene nei confronti dell’autotrasporto un atteggiamento di sottovalutazione. Sarebbe la riprova, almeno per quel che ci riguarda, di un “cambiamento” solo a chiacchiere. Ovviamente, aspettiamo felici di essere smentiti.

Dopo di che, consideriamo un fatto positivo la decisione di costituire, a partire da gennaio, quattro tavoli tra Ministero e Associazioni su altrettante tematiche (innovazione tecnologica, incentivi, normativa e sociale), attraverso cui sarà finalmente possibile metter mano ad una reale riforma dell’autotrasporto italiano. Insomma, si potrà affrontare davvero la questione delle regole da dare al settore e dei controlli per farle rispettare. Questione molto impegnativa, prima di tutto per le Associazioni, dove si misurerà la nostra capacità di costruire il futuro per il mondo imprenditoriale che rappresentiamo. Il quale, come sappiamo, è molto complicato e con interessi tutt’altro che omogenei al proprio interno.

Per quel che ci riguarda, ci muoveremo tenendo la barra dritta sul principio che da sempre ha ispirato Assotir: creare le condizioni giuridiche di base che consentano, attraverso una competizione leale, alle imprese regolari di tornare a produrre reddito. Tra queste, lo ripetiamo fino alla noia, l’introduzione di valori minimi al di sotto dei quali il trasporto deve essere considerato per quello che è, e cioè illegale; una regola che renda effettivo il rispetto dei tempi di pagamento da parte dei nostri committenti; una disciplina che definisca un rapporto credibile tra fatturato e autocarri disponibili di un’impresa (ad esempio, è normale che un’impresa con un solo veicolo abbia un fatturato di diversi milioni di euro di trasporto?), chiarendo tra chi fa trasporto e chi fa intermediazione.

Nel frattempo, abbiamo chiesto al Vice Ministro di evitarci la solita sorpresa di fine d’anno, che consiste, almeno stando a quello che hanno fatto negli ultimi anni i Governi precedenti in materia di pedaggi autostradali, nel farci trovare il 31 dicembre il decreto con le nuove tariffe (con relativi aumenti) a decorrere dal giorno dopo, senza coinvolgere in alcun modo gli autotrasportatori. Ci auguriamo che, anche sulla scorta di quanto sta accadendo in Francia e, con modalità diverse, forse anche in Spagna nei prossimi giorni, si sia in grado di valutare il senso di responsabilità di un settore in grande sofferenza, evitando di esasperare ulteriormente gli animi, dopo quanto la vicenda del ponte Morandi ha portato allo scoperto.

Queste alcune prime considerazioni, dopo l’incontro con il Vice Ministro con delega all’autotrasporto, in attesa di nuovi aggiornamenti.

Claudio Donati

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