– Editoriale –

Alla vigilia dell’incontro con il Ministro Delrio

Alla vigilia dell’incontro con il Ministro Delrio

Credo, pertanto, che sia stato utile il segnale – non formale, ma, comunque, evidente – dato da UNATRAS, dopo le ripetute quanto inascoltate richieste di incontro al Ministro Delrio, di esternare la situazione di esasperazione della categoria che, a fronte di un atteggiamento apparso di sprezzante disinteresse, avrebbe potuto – e certamente potrebbe ancora – sfociare in una iniziativa nazionale, come preludio di un autunno assai caldo sul fronte dell’autotrasporto.

Ad ogni modo, dopo alcuni passaggi, tra cui quello del 27 maggio u.s., in cui il Ministro Delrio  ha ricevuto, alla presenza delle Associazioni nazionali, i trasportatori della Sicilia (dando alcune risposte importanti alle emergenze rappresentate), e dopo quello dello scorso 4 giugno, in cui lo stesso Ministro ha comunicato per videomessaggio ai trasportatori dell’ANITA, riuniti nella loro assemblea annuale, che a breve avrebbe incontrato le associazioni dell’autotrasporto, siamo oggi alla vigilia di un appuntamento che, anche per il grande ritardo con cui avviene, è destinato ad avere un rilievo notevole.

Diversamente da quello che si potrebbe supporre, ritengo che, ferma restando l’importanza di quello che il Ministro avrà da dire, sarà non meno importante, ai fini degli sviluppi futuri, il livello di credibilità che le Associazioni dell’autotrasporto saranno in grado di esprimere al tavolo ministeriale, attraverso ciò che diranno ed il modo in cui si presenteranno.

Sulla base della mia, sia pur breve, esperienza di partecipazione ad analoghe iniziative, mi permetto di ricordare a tutti che, ultimamente, non è che da parte delle Associazioni si sia brillato quanto a compattezza e qualità progettuale.

Noi abbiamo l’obbligo di portare l’argomento “Autotrasporto” – che oggi semplicemente non esiste nel dibattito politico ed economico nazionale – a rivestire, in tale dibattito, la centralità che esso merita.

Questo è l’obiettivo che UNATRAS, ma  anche le altre Associazioni, dovranno avere, se vorranno fare, fino in fondo e con efficacia, il proprio mestiere.

Se questo è vero, la priorità di questo primo incontro, per le Associazioni, non può non essere che quella di parlare una sola lingua, ed indicare in maniera univoca – cioè, non equivoca – i punti emergenziali  da affrontare subito (solo per memoria: tempi di pagamento, costo del lavoro, nuovo ruolo dell’albo degli autotrasportatori); i tempi e modalità per dar loro soluzioni  efficaci ed, infine, modi, tempi e forme di  verifica del rispetto degli impegni che ciascuno assumerà e che i Governo hanno già assunto verso la categoria.

Contemporaneamente, occorrerà pretendere l’apertura di un tavolo per affrontare i nodi strutturali del settore: sì, per la sua riforma. Così come sta avvenendo per i porti, come dovrebbe avvenire per la scuola.

Dobbiamo costruire l’impresa di autotrasporto 2.0, quella in grado di sopravvivere e svilupparsi alla luce delle novità e delle contraddizioni del nuovo secolo, prima che quella sviluppatasi negli ultimi 50 anni del ‘900, massacrata dalla crisi, scompaia del tutto. E con essa un nuovo sistema dei trasporti e della logistica, in grado di far fronte alle sfide che il mercato unico europeo pone all’Italia, alla sua economia ed alla sua indipendenza ed autonomia.

E’ un compito enorme, ma abbiamo il dovere di provarci; ed abbiamo anche il diritto, oltre che il dovere, di chiedere al Governo di fare, su questo terreno, la propria parte.

       Claudio Donati

      Segretario Generale
di Transfrigoroute Italia ASSOTIR

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