– Editoriale –

AGGIORNAMENTI DOPO IL TIR DAY DI MARZO

AGGIORNAMENTI DOPO IL TIR DAY DI MARZO

Roma, 12 Aprile 2017

Sarà soprattutto, nei fatti che ci accompagneranno nelle prossime settimane che si potrà misurare il peso diquello che abbiamo voluto chiamare il “Tir Day”, cioè della giornata di mobilitazione del 18 marzo scorso.

Da quella iniziativa e dal suo successo nasce la decisione di UNATRAS di effettuare, a seguito delle mancate risposte del Governo alla categoria, il fermo nazionale dell’autotrasporto.

UNATRAS ha contemporaneamente stabilito di aprire una fase di confronto con tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, per un loro coinvolgimento pieno attorno alla nostra vertenza.

Ci accingiamo a questa fase, con l’auspicio che risulti utile, soprattutto alle Istituzioni, per comprendere il senso innovativo delle nostre proposte e, nello stesso tempo, i rischi collegati ad un ulteriore inasprimento della vertenza.

Di certo, chi pensa che, da un lato, le associazioni dell’autotrasporto non faranno sul serio, rischia stavolta di prendere una cantonata.

Dall’altro lato, chi pensasse di sfruttare la rabbia che si è generata nel settore in questi anni, magari strumentalizzandola a fini politici, dovrebbe prendere in considerazione il fatto che il 18 marzo scorso i trasportatori hanno dato una prova, non solo di forza, ma anche di intelligenza, dando vita ad una giornata di protesta apprezzata per la sua efficacia e la sua compostezza e rispetto di tutte le regole.

Non rinunceremo a questo patrimonio, regalandolo al primo avventuriero che passa.

Una prima risposta è avvenuta con la convocazione, da parte del Sottosegretario ai Trasporti Sen. Simona Vicari, delle Associazioni del settore per il 27 prossimo.

Un atto apprezzabile, che ci auguriamo porti risposte concrete alle questioni poste da UNATRAS.

E’ un augurio, al momento, senza alcuna certezza, dato che almeno alcune delle materie oggetto del confronto vanno ben oltre la competenza del singolo Ministero dei trasporti e infrastrutture.

Insomma, ci accingiamo a questo appuntamento, con molta prudenza e qualche dubbio sull’esito. Sempre con la speranza di essere smentiti.

Costi minimi di esercizio, tempi di pagamento e lotta alla concorrenza sleale (italiana ed estera), rimangono i temi nodali delle nostre richieste e, probabilmente, i tre pilastri su cui impostare la riforma dell’autotrasporto italiano.

Si tratta di richieste di regole e non, lo ripetiamo, di soldi.

Una piattaforma a costo zero per il Governo, che però deve fare una scelta: qualsiasi posizione tesa al rinvio delle decisioni non potrà infatti che essere valutata per quello che è.

C’è poi un altro tema, ultimo nel tempo, ma non certo per importanza, su cui l’”Ufficio Complicazioni Affari Semplici”, sempre straordinariamente attivo presso la pubblica amministrazione, ha voluto dare il proprio indelebile contributo, introducendo dal 4 maggio prossimo un nuovo sistema di effettuazione delle revisioni sui veicoli sopra le 3,5 ton presso  gli uffici della MCTC.

Un nuovo sistema che si caratterizza per essere assai più costoso e che richiede un tempo, per le operazioni di revisione, assai più lungo.

Il tutto per ottenere, alla fine, non maggiore sicurezza, ma semplicemente uno scarico di responsabilità dall’amministrazione al trasportatore.

Il Governo deve dirci se questo è il modo con cui lo Stato intende aiutare le imprese ad essere più efficienti.

Il contenuto dell’apposita circolare ministeriale è inaccettabile (anche sotto il profilo giuridico) e certamente la questione sarà portata al tavolo del Sottosegretario.

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