– Vita associativa –
Cassia interrotte: a Radicofani T.I. ASSOTIR riunisce attorno a sé tutte le forze interessate a sconfiggere l’emergenza infrastrutturale e l’abbandono del sud senese
Lo stato disastroso delle infrastrutture e il cedimento continuo di ponti e massicciate fa sì che i trasportatori siano costretti a vere e proprie gimcane e a deviazioni continue che finiscono per pesare oltre 25-30euro di gasolio in più per ciascun viaggio e soprattutto consumano il patrimonio – peraltro limitato per legge – delle ore di guida degli autisti, al punto che nelle ultime settimane del mese sono numerosi i camion che devono restare fermi, perché l’autista è stato costretto ad effettuare tutte le ore di guida e di lavoro, con il risultato di un calo pesante della produttività e del fatturato delle aziende di trasporto che hanno i propri punti di carico o scarico nelle aree interessate dalla crisi della consolare romana e della rete di strade provinciali tra Amiata, Valle del Paglia e Val d’Orcia.
“C’è un convitato di pietra che anche oggi, con la sua assenza dimostra la sottovalutazione delle esigenze di una categoria fondamentale per l’economia della ziona; la Provincia o quello che ne rimane ” (il presidente Fabrizio Nepi, infatti, anche ieri mattina aveva inviato una comunicazione in cui ringraziava per l’invito, ma per “precedenti impegni istituzionali” era stato “costretto a rinunciare ad essere presente”).
“Per questo” ha spiegato Cassani, “abbiamo voluto questa ennesima manifestazione, concependola come un’occasione per tutte le forze interessate alla difesa del territorio e delle sue imprese”
“Come trasportatori siamo abituati a costruire una rete efficace di relazioni, collegando tra loro con i nostri camion, punti distanti e riuscendo così a consentire loro di essere efficaci e produttivi. Così, come T.I. Assotir di Siena, intendiamo essere il punto di riferimento per quanti siano interessati a far rete per la tutela ed il rilancio dell’economia di questa parte della Provincia”.
Un messaggio chiaro, indirizzato anche alle altre associazioni presenti (Cna, Confesercenti, Confindustria, eccetera), le quali tutte hanno richiamato alla necessità di superare quanto prima la drammatica impasse.
Un’emergenza, quella del ponte che finisce per divenire il simbolo dell’isolamento delle zone meridionali della Provincia di Siena a cavallo tra Amiata, Paglia e Val d’Orcia, che sono tuttavia punto di snodo decisivo tra tre regioni (Toscana, Lazio ed Umbria) e sono il cuore di itinerari turistici tra i più importanti d’Italia. Ma anche zone di vecchia e più recente industrializzazione, oggi in profondissima crisi: non c’è solo il fallimento della scommessa Floramiata. Nel settore del legno sono scomparsi 300 addetti in cinque anni; il commercio è in difficoltà; il turismo ha registrato un calo del 20% di presenze in dieci anni. In una situazione del genere tutta la comunità deve essere solidale e coinvolta nella lotta.
Massimo Nocci, presidente Cna Amiata Val d’Orcia, presente anch’essa alla manifestazione di T.I. Assotir, ha confermato le difficoltà: “in un anno non siamo riusciti a avere la progettualità di questo ponte, che è vitale. Una progettualità che si è incagliata nella burocrazia. Spero che oggi la politica e gli amministratori locali diano una risposta”. Richiesta di concretezza alla politica ed agli Amministratori che sono risuonate anche nelle parole di Andrea Colonnelli della Stosa Cucine, la maggiore industria della zona, leader di mercato in Italia e da oltre un anno costretta a fare i conti con gli extracosti che le vicissitudini della principale via di comunicazione con il nord della Provincia e con la rete autostradale diretta ai mercati del Nord Italia e dell’Europa comportano.
Medesimi i concetti – con l’ovvia accentuazione propria di forze d’opposizione – è venuta da Roberto Salvini (consigliere regionale Lega Nord) e da Rosario Castro (lista civica ”Abbadia Futura”). Per i sindaci del comprensorio hanno parlato Francesco Fabbrizzi (Radicofani) e Fosco Fortunati (Castell’Azzara), ma determinanti – nelle diverse accentuazioni proprie dei loro interventi – sono stati i discorsi del sindaco Luigi Vagaggini (Piancastagnaio) del sindaco Fabrizio Tondi (Abbadia San Salvatore).
Il primo, accompagnato da applausi e commenti di approvazione ha parlato di “fallimento della politica e degli amministratori”. Troppe chiacchiere e i risultati non ci sono. E ha rilanciato la necessità di una procedura di somma urgenza, con richiesta di un commissario ad acta, che secondo gli uffici del la regione toscana è ancora possibile nominare.
Il secondo ha ricordato la procedura attuata d’intesa con la Regione, che prevede semplificazioni alle procedure di approvazione dei progetti e di effettuazione delle gare e dei lavori e ha annunciato una anticipazione della gara d’appalto dal febbraio 2016 al dicembre 2015.
Il Segretario nazionale di T.I. Assotir Claudio Donati ha concluso la conferenza stampa con un pacato ma fermo richiamo a tutte le forze imprenditoriali a non attendere più i tempi della politica e a non perdere altro tempo.
“Noi vogliamo provare a portare a casa il risultato. Dopo la viabilità della Sicilia e della Calabria nella graduatoria italiana delle aree più critiche c’è la Cassia.
La politica non ci capisce. Parliamo linguaggi diversi.
Ritardi nella soluzione dei problemi infrastrutturali sono devastanti per le aziende. Quanto al ponte sul Paglia, c’è un dato. La politica ha cercato di impegnarsi, ma la soluzione è sotto gli occhi di tutti. Siamo lontani da una soluzione accettabile”.
“Noi abbiamo due strade”, ha aggiunto Donati, “o pieghiamo la testa e accettiamo i tempi della politica o con altre forze imprenditoriali locali chiediamo una soluzione seria, sensata, che ci consenta di perdere meno tempo”

