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Infrastrutture, trasporti e logistica: al via il Tavolo di partenariato nazionale
Ed in effetti il tavolo del Partenariato è stato istituito in considerazione della sempre maggiore consapevolezza della centralità della logistica e dei trasporti per l’economia e il benessere del Paese, del suo contributo per la crescita del Pil.
Solo una migliore organizzazione logistica che superi il gap rispetto agli altri paesi Ue potrà infatti consentire all’Italia di guardare da protagonista attiva alle grandi innovazioni che lo scacchiere mondiale vede in procinto di divenire realtà – dalla Nuova Via della Seta, ai sempre più importanti flussi commerciali tra Africa, Medio Oriente ed Europa, che vedono coinvolto il Mediterraneo; fino alle modificazioni strutturali che i cambiamenti climatici e le nuove situazioni geopolitiche determinano ed ancor più determineranno nel prossimo futuro nei grandi flussi logistici.
Operare per una corretta e innovativa gestione della logistica e dei trasporti, inoltre, costituisce elemento determinante sia per la creazione di occasioni di lavoro nel nostro Paese; sia per mantenere una sorta di indipendenza commerciale per il nostro sistema economico; sia, infine per impedire, che sempre più si determinino fenomeni di “emigrazione forzata” dei posti di lavoro per l’irrompere sulla scena di nuovi attori/Paesi e il sempre più elevato differenziale di costi tra i diversi Paesi (anche all’interno della UE) che appare sempre di più come un vero e proprio dumping logistico, cosa che sta rendendo necessarie misure amministrative in contraddizione non soltanto con la logica del mercato unico e delle frontiere aperte di cui l’Italia è non soltanto convinta assertrice, ma, nella sua veste di grande paese esportatore, interessata supporter.
Si tratta di vedere ora se il nuovo Organismo, che nasce in una fase tra le più confuse ed incerte della recente storia politica italiana, riuscirà ad assolvere questi ambiziosi obiettivi o se non finirà per trasformarsi in una sorta di inutile e rissoso Parlamentino, in cui, come i polli di Renzo, le diverse componenti della filiera logistica, troveranno l’occasione per continuare a beccarsi tra loro, senza che si riesca a giungere a decisioni e scelte che possano, davvero e in tempi rapidi, incidere sulla realtà.
Il numero assai elevato dei componenti previsti dal Decreto e la loro eterogeneità – oltre che la povertà irrisoria delle risorse a disposizione, non fa certamente ben sperare; tuttavia si tratta di un primo passo e noi, da inguaribili ottimisti, vogliamo spoerare si tratti di un passo nella giusta direzione, anche per consentire ai temi che ci stanno a cuore di assumere sempre maggiore centralità nei confronti del Governo tutto, senza rimanere confinati tra le polverose mura del palazzone di Porta Pia.
Tornando al Decreto, esso – che alleghiamo – prevede la presenza dei rappresentaanti dei diversi Ministeri interessati, delle Associazioni degli operatori logistici e delle imprese di autotrasporto.
Prevista anche – ed è importante che da ciò possa scaturire un coordinamento e n on una sovrapposizione tra le due strutture – la partecipazione del Comitato Centrale per l’Albo dell’autotrasporto, nella persona del suo Presidente.
Completano il quadro dei membri, i rappresentanti delle massime strutture che hanno responsabilità dell’assetto infrastrutturale del Paese – dall’ANAS all’AISCAT, da ASSOPORTI a ASSOAEROPORTI – e delle strutture per l’intermodalità ed il trasporto combinato.
A presiedere il Comitato sarà, com’è giusto e opportuno, anche politicamente, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Le funzioni di segreteria saranno assolte da RAM S.p.A. società “in house” del Ministero che, sempre di più si trova ad accentuare il suo ruolo di struttura di servizio per le attività di sviluppo e sostegno allae politiche per la logistica ed i trasporti.







