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Corretto fissaggio del carico: dal prossimo 20 maggio entrerà in vigore il decreto che prevede le nuove tipologie di carenze e le relative sanzioni applicabili
Più nello specifico, si rammenta che l’allegato II del Decreto 215/2017 (che recepisce la Direttiva 2014/47/UE) elenca le parti dei veicoli soggetti ad eventuali controlli e le modalità mediante le quali i controlli stessi devono effettuarsi, così come di seguito elencato:
- Identificazione del veicolo;
- Impianto di frenatura;
- Visibilità
- Impianto elettrico e parti del circuito elettrico;
- Assi, ruote, pneumatici e sospensioni;
- Telaio ed elementi fissati al telaio;
- Altri equipaggiamenti;
- Effetti nocivi;
- Controlli supplementari per veicoli delle categorie M2 e M3 adibiti al trasporto dei passeggeri.
I principi di fissazione del carico, invece, sono riportati nell’allegato III e prevedono tre tipologie di carenze: lieve, grave e pericolosa.
Viene definitiva lieve la carenza che si verifica quando il carico è stato fissato correttamente ma potrebbero essere utili ulteriori consigli di prudenza; è definita grave la carenza che si determina per non aver fissato correttamente il carico ed esiste un rischio di movimenti significativi o addirittura di ribaltamento del carico stesso o parti di esso; viene, infine, definita pericolosa la carenza che può determinare una minaccia per la sicurezza stradale per aver comportato il rischio di caduta del carico o di parti di esso o un pericolo derivante direttamente dal carico o da un pericolo immediato per le persone.
Qualora si verificasse una carenza grave o pericolosa le autorità di controllo potrebbero anche decidere di fermare il veicolo fino a quando non viene rimossa l’anomalia e le sanzioni applicabili variano tra gli 85 ed i 338 euro.

