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Cassani, Presidente di Assotir Siena: la Regione Toscana avvii un’immediata manutenzione. Guai se altri viadotti della variante Cassia dovessero di colpo cedere

Cassani, Presidente di Assotir Siena: la Regione Toscana avvii un’immediata manutenzione. Guai se altri viadotti della variante Cassia dovessero di colpo cedere

25 Maggio 2017

E che ci sia bisogno di “mettere le mani avanti” Alfonso Cassani, lo ricorda senza possibilità di equivoci: “Temiamo -dice senza mezze parole- che occorrano urgenti e approfonditi, interventi di manutenzione per evitare che gli altri viadotti della variante presto manifestino anch’essi improvvisi cedimenti strutturali”.

Una preoccupazione, quella espressa dal Presidente Senese di Assotir, che si basa su considerazioni semplici e sull’esperienza di chi, come la sua piccola Azienda di trasporti, si è trovata in pochi anni a dover fare i conti con il blocco, durato ogni volta mesi e mesi, della strada che dalla Cassia permette di raggiungere i Comuni di Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore a seguito di due crolli rovinosi dello stesso ponte e con quanto accaduto sul ponte della variante Cassia che, nell’autunno del 2014, è stato dichiarato inagibile, per cedimento strutturale, con la conseguente chiusura della vecchia Consolare.

“Temiamo – puntualizza Alfonso Cassani – che anche gli altri viadotti non si trovino in un ottimo stato e chiediamo perciò un urgente incontro all’Assessore regionale ai trasporti.

“Visto che per ora ci si può servire del Ponte Bailey – costato oltre un milione di euro e che certamente non è. la soluzione migliore ma intanto è una soluzione – gli autotrasportatori, e non solo loro, preferiscono che  i circa cinque milioni di euro, destinati a realizzare il nuovo ponte sul Paglia, vengano spesi per interventi di manutenzione preventiva sugli altri ponti e la messa in sicurezza di alcune scarpate”.

L’economia dell’Amiata, quella degli operatori, non potrebbe infatti sostenere una nuova deviazione del traffico e per molte aziende, anche grandi e di valore nazionale, come la Stosa, si tratterebbe di scegliere tra il male della riduzione dell’attività o il peggio della “emigrazione forzata”.

Ma per le piccole e medie aziende di autotrasporto, come la mia e quelle dei miei colleghi amiatini di Assotir, e per moltissimi piccoli e medi agricoltori, oltre che per gli operatori turistici, un nuovo crollo ed una nuova interruzione della Cassia equivarrebbe alla fine.

E noi di Assotir a questo non intendiamo rassegnarci, conclude, combattivo Alfonso Cassani.

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