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Revisioni: la nuova metodologia è un salto nel buio che UNATRAS è impegnata a contrastare
La D.G. della Motorizzazione, con la Circolare, dichiarando di voler garantire uniformità a livello nazionale dei controlli sul parco circolante, ha stabilito che le operazioni di revisione debbano rispettare tre criteri fondamentali (elemento da controllare, metodo e motivazione di esito non regolare) espressamente inseriti nella tabella dell’allegato 1 della circolare stessa.
Sempre nella Circolare del Ministero, e precisamente nell’allegato 2, allo scopo – stando a quanto dichiarato dalla Direzione Generale della Motorizzazione – di rendere più semplice e immediata la lettura delle norme di riferimento, sono state elencate le tipologie dei controlli che devono essere effettuati durante le procedure di revisione.
La novità che la Circolare introduce, è tuttavia quella contenuta nella colonna “D” dell’allegato, in cui sono stati elencati i controlli visivi richiedenti l’utilizzo di specifica mano d’opera, che non possono essere svolti dagli operatori durante l’attività di revisione. Questo perché il controllo degli stessi presuppone o lo smontaggio di alcune parti del veicolo, in contrasto con quanto riportato dalla direttiva 2010/48/UE, ovvero in quanto richiederebbero l’utilizzo di attrezzatura specifica non presente in sede di revisione.
La verifica di questi elementi, afferma la Circolare, dovrà quindi essere effettuata dall’officina che esegue la manutenzione ordinaria o straordinaria del veicolo dell’impresa e dovrà essere certificata dalla stessa officina sul retro del modello TT2100.
Il legale rappresentante dell’officina dovrà dichiarare, avendo controllato e riconosciuti conformi alla norma tutti i punti appartenenti alla colonna D dell’allegato 2 della circolare stessa, di aver sottoposto il veicolo a corretta manutenzione.
I malumori delle imprese di trasporto appaiono facilmente intuibili: da un lato, infatti, l’allungamento dei tempi di revisione, da parte della Circolare ministeriale, ha comportato una riduzione inevitabile dei veicoli sottoponibile ad esame durante una seduta; dall’altro, l’imposizione di un controllo preventivo del parco veicolare presso un’officina specializzata, in mancanza di un contratto di manutenzione programmata presso le diverse case automobilistiche (contratto per giunta assolutamente non obbligatorio), comporta per un’impresa di autotrasporto un ingente esborso di denaro oltre che un ulteriore periodo di fermo macchina.
La Circolare interviene, inoltre, modificandoli, sulla durata minima dei controlli su un veicolo in sede di revisione.
Le nuove tempistiche sono così ridefinite:
- – Autobus 30 minuti
- Autoveicoli > 3,5 t 20 minuti
- Rimorchi/semirimorchi > 3,5 t 15 minuti
- Autoveicoli > 3,5 t, + ADR (DTT306) 30 minuti
- Rimorchi/semirimorchi > 3,5 t + ADR (DTT306) 30 minuti
I trasportatori hanno presto fatto i conti: con le nuove tabelle, ogni seduta di revisioni consentirà lo smaltimento di un numero di “pezzi” assolutamente inferiore a quello fissato in precedenza.
Ciò vuol dire tempi più lunghi per smaltire le richieste di revisione avanzate dalle imprese e, sostanzialmente, costringere gli imprenditori a un numero di sedute più elevato, co i maggiori costi, diretti ed indiretti che ciò comporta, ferma restando la questione – non di poco conto – che i piazzali delle sedi in cui abitualmente si tengono le revisioni presso privati dovranno attendere chissà quanto tempo per veder comparire un ingegnere della Motorizzazione, visto che tali figure professionali son oggi una vera rarità filatelica.
La protesta dei trasportatori di UNATRAS – effettuata il 18 marzo in numerose città italiane, ha avuto al centro anche tali questioni ed un risultato – sia pure parziale – lo ha finora già ottenuto: i tempi dell’entrata in vigore della Circolare sono stati fatti slittare al 4 marzo, salvo ulteriori ripensamenti, ma anche salve le correzioni che le Associazioni cercheranno di apportare al testo.
Ma la battaglia non è ancora vinta ed è bene non mollare la presa sino a quando si avrà la certezza che la revisione possa tornare ad essere un esame snello ed efficiente, senza altre complicazioni se non il giudizio obiettivodell’esaminatore.







