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L’Albo per la sicurezza: 10.000 questionari agli autotrasportatori per indagare sull’OSAS e le patologie del sonno
La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS), è una patologia che, oltre a provocare apnee notturne peggiorando la qualità del sonno, causa tutta una serie di problematiche cardivascolari e cardiocerebrali e raddoppia la possibilità di incidenti sul lavoro; nel caso dei guidatori di professione, come gli autotrasportatori, la probabilità si triplica, tanto che da quest’anno questa sindrome è stata inserita fra le cause di mancato rilascio o rinnovo delle patenti di guida.
Il costo sociale di questa patologia in Italia è elevatissimo: 2,9 miliardi di euro tra costi sanitari e indiretti, come gli incidenti automobilistici o sul lavoro, o ancora la perdita di produttività. Da qui la necessità di una sempre maggiore prevenzione.
Aprendo i lavori, il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro ha ricordato che “nell’ Unione europea il 30% degli incidenti stradali è causato da eccessiva sonnolenza. In Italia il dato scende al 22%, ma si tratta di rilevazioni fatte solo sulla rete autostradale”.
Per questo è particolarmente importante l’azione dell’Albo degli Autotrasportatori che “concorre – ha continuato il sottosegretario – all’attuazione dell’indirizzo politico del ministero dei Trasporti relativo alla sicurezza”.
“E’ la prima volta in Italia che mondo scientifico e istituzioni si occupano concretamente di prevenzione dell’Osas e sonnolenza alla guida – ha ricordato il dottor Sergio Garbarino del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova, coordinatore del progetto – segnale questo di un vero cambio di atteggiamento nei confronti del problema”.
“Ci siamo impegnati in questo progetto – ha sottolineato Maria Teresa Di Matteo, presidente del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori – perché ci aspettiamo una maggiore conoscenza dell’incidenza di queste malattie nel settore dell’autotrasporto e risultati importanti ai fini dell’informazione e della prevenzione. L’evento di oggi è solo il primo passo della collaborazione intrapresa con l’Università di Genova”.







