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Sicurezza stradale: dalla riunione del 7 luglio, dati in chiaroscuro

Sicurezza stradale: dalla riunione del 7 luglio, dati in chiaroscuro

13 Luglio 2016

Andamento dell’incidentalità

Per quanto riguarda gli incidenti con esito mortale, occorre sottolineare due dati, tra loro in parte contraddittori: se, infatti, sono aumentati del 5,7% quelli nei quali è stato coinvolto almeno un veicolo con massa superiore a 3,5 ton., a fronte di un aumento del totale degli incidenti mortali pari al 2,5% per quanto riguarda il numero dei deceduti esso è aumentato dell’1,2% negli incidenti con un coinvolgimento di un veicolo commerciale e dell’1,3 nella totalità degli incidenti avvenuti nel 2015 rispetto a quelli del 2014.

Ancor più marcata è la differenza se si prende in considerazione il solo traffico autostradale, dove si concentra maggiormente il traffico commerciale pesante.

Qui, a fronte di un aumento degli incidenti con coinvolgimento di mezzi pesanti del 14,1% (+10,6% l’aumento totale) si deve registrare una diminuzione delle persone decedute pari al – 3,3% a fronte di un aumento della mortalità generale pari al 2,4%.

Resta fermo il fatto che le statistiche fornite non distinguono tra veicoli adibiti al trasporto conto terzi e veicoli del conto proprio, né sono in grado di raccontarci meglio, al di là dei grandi numeri, le dinamiche ( e quindi le motivazioni) degli incidenti in cui è coinvolta la nostra categoria.

Un ulteriore dato su cui riflettere è quello della distribuzione degli incidenti nei diversi giorni della settimana: qui spicca il dato – che certamente meriterebbe ulteriori approfondimenti – del lunedì come ddel giorno in cui maggiore è il numero dei sinistri

Quanto alla nuova normativa che punisce il cosiddetto omicidio stradale, il Ministero dell’Interno ha confermato le perplessità in merito alle nuove disposizioni sull’omicidio stradale colposo e le lesioni personali colpose (gravi e gravissime), previste dalla Legge 41/2016.

Da un monitoraggio eseguito dalla Polizia Stradale nel periodo 25 Marzo/26 Giugno 2016, è risultato che: a fronte di 171 incidenti mortali, la segnalazione ai sensi dell’art. 589 bis c.p (omicidio stradale colposo) è scattata soltanto in 77 casi e che a fronte di 6.105 incidenti, quelli segnalati ai sensi dell’art.590 bis (lesioni personali colpose gravi e gravissime) sono stati soltanto 120.

La seconda parte della mattinata è stata invece dedicata all’esame delle risultanze delle attività di controllo del trasporto merci effettuate dalla Polizia Stradale e, nel caso dei controlli con i Centri Mobili di Revisione, da pattuglie miste Polstrada/Motorizzazione civile.

Tra le informazioni riportate nelle tabelle che pubblichiamo in allegato, segnaliamo quelle relative ai seguenti temi:

  • numero delle giornate di lavoro controllate.

La sommatoria delle verifiche eseguite su strada dalla Polizia stradale e nei locali delle imprese dal personale ispettivo del Ministero del Lavoro, ammonta a 5.020.580. Questo dato è di gran lunga superiore sia rispetto al numero delle giornate lavorative controllate nel 2014 (4.754.049), sia rispetto all’obiettivo minimo fissato dalla U.E (4.247.532);

  • numero dei veicoli verificati, risultanti dalle liste di controllo previste dalla normativa.

Il dato del 2015 è in aumento rispetto allo scorso anno: 330.040 mezzi ispezionati contro i 312.019 del 2014 (+5,8%), con una crescita significativa dei veicoli dei Paesi U.E (+14,2%);

  • numero delle infrazioni accertate, risultanti sempre dalle liste di controllo.

Rispetto al 2014, il numero delle infrazioni è aumentato del 7,4% (82.812 contro le 77.117 del 2014). Peraltro, larga parte di questo aumento è da imputare alle violazioni in materia di codice della strada (+7,8%), mentre le violazioni in materia di regolarità amministrativa delle imprese di autotrasporto, hanno segnato un’importante flessione.

Tra le infrazioni al C.d.S che hanno fatto registrare aumenti significativi figurano quelle dell’art. 174 c.d.s (tempi di guida e di riposo) che, nel 2015, sono ammontate a 22.322 contro le 19.286 del 2014.

A questo incremento hanno contribuito in maniera rilevante i trasportatori comunitari con 3597 verbali (pari al 16,1% del totale), contro i 2594 del 2014 (il 13,5% del totale).

Sempre i trasportatori della U.E hanno fatto registrare un incremento del sovraccarico (art.167 C.d.S): nel 2015 sono state accertate 406 violazioni contro le 287 del 2014.

  • numero delle infrazioni contestate alla filiera del trasporto, ai sensi del d.lgs 286/2005.

Sul fronte delle infrazioni che chiamano in causa la responsabilità condivisa, vi è da notare la incredibile sproporzione tra numero delle infrazioni contestate (oltre che, ovviamente, al conducente del veicolo coinvolto) ai vettori proprietari del veicolo, a fronte di quelle contestate ai caricatori, ai committenti e ai proprietari delle merci trasportate.

In particolare, a fronte dei 374 “vettori” abusivi, risultano solo 100 le infrazioni contestate ai committenti, mentre in altri 63 casi il committente dell’abusivo risultava essere un’impresa di autotrasporto. E negli altri 211 casi per chi lavoravano quegli abusivi? Erano tutti trasportatori per conto proprio?

Ancora più singolare il dato dell’art. 174 C.d.S:  a fronte delle 44.572 violazioni contestate (contro le 37.699 del 2014), solo in 336 casi si è estesa alla committenza la procedura di contestazione dell’infrazione. Vuoi vedere che in tutti gli altri casi i conducenti hanno guidato più a lungo o riposato di meno del consentito ed i vettori hanno permesso che ciò accadesse, per fare un dispetto alla committenza?

  • applicazione dell’art. 46 ter.

Sul fronte dei trasporti internazionali, gli sforzi della Polizia sono stati indirizzati alla verifica dell’art. 46 ter della Legge 298/1974 che, come si ricorderà, è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 per rendere più incisivo il controllo sul trasporto internazionale, obbligando il conducente ad avere a bordo la relativa documentazione.

I dati sulle verifiche dei primi 6 mesi di quest’anno sono incoraggianti, tenuto conto che la Polizia ha elevato 349 verbali di cui 275 nei confronti di vettori della U.E e 34 verso vettori extracomunitari.

  • mancanza della copertura assicurativa R.C.A..

I dati del 2015 mostrano un marcato decremento dell’infrazione (5521 violazioni contro le 6241 del 2014);

  • Centri Mobili di Revisione e pattuglie miste.

Infine occorre spendere due parole per denunciare la diminuzione dei controlli effettuati con i Centri Mobili di revisione: non sono solo diminuiti i veicoli controllati, ma in alcuni casi si è assistito ad un vero e proprio crollo, come nel caso dei controlli con pese mobili, passati da 1589 a soli 454!

Se è vero che la mancanza di personale limita gravemente l’attività delle pattuglie miste, è pur vero che non essendo diminuito il sostegno finanziario che, a tali controlli, l’autotrasporto fornisce attraverso il 10% delle somme ad esso assegnate per interventi di riduzione dei pedaggi e per la promozione della sicurezza stradale, occorrerà riflettere al fine di evitare che ciascun controllo finisca, ogni anno che passa, per costare assai più che negli anni precedenti

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